I dati sulla fase di grande sviluppo economico del secondo dopoguerra sostengono che la crescita più intensa si verificò in Europa occidentale e in Giappone, in cui ci fu una rapida crescita della ricchezza, stabilità monetaria ed elevata occupazione. Infatti, benché sia un periodo post-distruzione, in Europa occidentale era ancora concentrato il più grande patrimonio del mondo, combinato con notevolissime competenze tecniche e professionali. Fattore importante fu anche l’aiuto statunitense (piano Marshall), principalmente in Italia, Germania e d’altro canto in Giappone. Il disegno politico statunitense rispondeva a due obiettivi principali: mantenimento della pace e il fare dello sviluppo economico un fattore di coesione e di differenziazione dell’Europa occidentale da quella comunista. Altro grande fattore fu costituito dalle classi dirigenti che fondarono la ricostruzione dell’Europa occidentale sulla cooperazione e non sulla competizione, in un processo che portò alla nascita del mec (Mercato economico europeo). Secondo alcuni antifascisti l’Europa che doveva nascere era democratica (europeismo o fascismo).

• Nell’aprile del 1948 nacque l’Oece (organizzazione europea per la cooperazione e lo sviluppo economico, con il fine di utilizzare al meglio gli aiuti degli Americani e avviare la liberalizzazione dei mercati a cui seguì l’Unione europea dei pagamenti.
• Nel 1951 nacque la Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio) tra belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi.
La Gran Bretagna fino al 1973 si tenne fuori dal processo di integrazione europea, ma stabilì rapporti privilegiati con gli Stati Uniti.
• Nel 1957 a Roma nasce la Cee (comunità economica europea), organismo sovranazionale con sede a Bruxelles di 6 Paesi (Belgio, Francia, Germania ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi bassi) a cui poi si aggiunsero altri Paesi nel 1973.
Altro fattore importante per il miracolo economico fu l’applicazione diffusa di politiche di intervento pubblico nell’economia: si tratta di un capitalismo temperato dalla democrazia sociale, in cui lo sviluppo economico si fonda anche su un patto sociale tra imprese e mondo del lavoro (i governi laburisti britannici furono i più avanzati costruttori dello stato sociale e i progressisti e socialisti europei fecero del welfare state un perno dei loro programmi).
Gli interventi di programmazione economica riguardano le politiche di stabilizzazione del reddito, la leva fiscale, la spesa pubblica… L’assunzione diretta di funzioni economiche avvenne mediante la nazionalizzazione di settori produttivi strategici, tra cui l’industria pesante, automobilistica, elettrica o attuando forme di compartecipazione pubblico-privato nelle aziende di difesa o trasporti.

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in Inghilterra la politica estera fu orientata a smantellare l’impero coloniale, il cui peso economico e politico era insostenibile (indipendenza India, Pakistan). L’indipendenza dell’Africa, un decennio dopo, per il rilievo geopolitico minore.
Nel 1957 in Ghana si combatté per l’indipendenza così come in Senegal, Tanganica e Kenya (liberazione più sofferta con Kenyatta che conciliò le popolazioni indigene con gli interessi della minoranza bianca)
Il portogallo si impegnò in una lunga guerra coloniale che con la rivoluzione dei garofani andò verso la democrazia.
Nel congo si verificò una disastrosa guerra civile (ci si scontrava con gli interessi delle società belghe)
L’Algeria era la più antica colonia di popolamento francese ( pied noir, coloni francesi la sentivano come territorio nazionale)
Sostenuti dall’Egitto di Nasser, condussero guerra ai francesi che nel 1957 (Battaglia di Algeri), assediarono il Fln (Fronte di liberazione nazionale algerino). Questa guerra provocò la caduta del governo in Francia dove charles de gaulle ottenne una nuova Costituzione: nasce la Quinta Repubblica, che però si staccò dalla destra colonialista e negoziò l’indipendenza dell’Algeria.
In Sudafrica vide la guerra tra boeri (afrikaner) favorevoli alla rigida separazione tra i gruppi etnici che sfociò nel 1948 nell’apartheid. L’ African national congress guidò la lotta contro la segregazione razziale con nelson mandela, arrestato e poi liberato con de klerk.
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La cee alludeva ad un’unificazione del vecchio continente e il dialogo con l’Est europeo fu assunto come impegno condiviso da molti governi europei (riformisti). In Francia de gaulle impostò una nuova politica estera basata sull’autonomia dagli Stati Uniti (ragione per cui uscirà poi dalla Nato). Riconobbe la Cina e sostenne i Palestinesi contro Israele. Egli mirava a portare L’europa a protagonista della coesistenza pacifica in autonomia.

In germania ovest brandt adottò una nuova politica verso l’Est: partendo dal riconoscimento dei torti, strinse trattati con l’unione sovietica, polonia e nel 1972 ci fu il reciproco riconoscimento dei due stati tedeschi.
In Spagna nel 1978 la nuova costituzione sancì la divisione tra stato e chiesa con un sistema di autonomie regionali. Nel 1974 cadde in Grecia il regime dei colonnelli (dittatura fascista).
Spagna, grecia e portogallo (stato democratico) entrano nella Cee
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tra il ’50 e il ’60 l’Italia fu uno dei paesi più industrializzati al mondo (miracolo economico tra 58 e 63) grazie a sviluppo della domanda interna e crescita delle esportazioni, la cui industrializzazione finì per coinvolgere tutto il territorio nazionale (es. Fiat, piccole medie industrie a Nord-est e meccanica agricola in Emilia Romagna) Si sviluppò anche industria leggera (elettrodomestici e macchine da scrivere e materie plastiche)
Le reti pubbliche furono migliorate con l’Eni (1953) e Agip e Iri e dal 1956 la complessa struttura produttiva pubblica fu sottoposta al controllo del nuovo ministero delle partecipazioni statali. Nel 1950 venne istituita la cassa del Mezzogiorno x finanziare infrastrutture e grandi investimenti industriali. Nel sud c’era grande disponibilità di manodopera in cui però l’erogazione del denaro pubblico diede vita a grandi sprechi. Si diffuse un grande benessere anche nell’alimentazione. Tanti furono i morti nelle strade per il carattere selvaggio della motorizzazione di massa. Tutto portò alla tumultuosa modernizzazione delle abitudini sociali e dei costumi.
I salari erano bassi: al nord utilizzarono la manodopera del Sud e pertanto c’era vantaggio competitivo di un basso costo del lavoro. Si ridusse così il numero dei braccianti e scomparve la mezzadria (permaneva una piccola proprietà poco produttiva). In Italia si accentuò la sua dipendenza dall’estero per le principali derrate alimentari (degrado dell’agricoltura e arretratezza crearono due Itale: quella del nord, industrializzata e inserita nell’economia internazionale e quella del Sud, arretrata). Anche nelle industrie ci furono contraddizioni sociali sul piano dei diritti e delle libertà sindacali dove operai subirono discriminazioni (i sindacati furono emarginati dalle fabbriche). Aumentarono i redditi degli operai grazie anche a lotte come quella degli elettromeccanici milanesi.
Le industrie si mossero su due strade:
• Crescita della concentrazione industriale
• Aumento della divisione del lavoro in fabbrica
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con la Democrazia cristiana si era accentuata la politica del centrismo, con anticomunismo e fedeltà all’occidente, alimentando una campagna repressiva contro i comunisti (si indebolì il proletariato con l’isolamento della cgil). La DC aveva grande consenso popolare per religione e ripresa economica (riformismo moderato) e difesa dei valori tradizionali. Nel 1954 si verificò lo scontro tra corrente riformista e conservatrice a cui seguirono governi instabili deboli e centristi dove la DC perdeva potere anche per rafforzamento della classe operaia. Nel 1960 Tambroni tentò una brusca sterzata a destra ma trovò il popolo contro. Nella DC si imposero le forze riformiste di Aldo Moro con apertura politica al Partito socialista. Nacque il primo governo di centro-sinistra (Fanfani) che avviò un vasto programma di riforme economiche e sociali. L’obiettivo era una programmazione economica, insieme di progetti e istituzioni pubbliche per coordinare la politica economica, con sviluppo forze produttive, avanzato sistema di sicurezza sociale e equilibrata politica salariale. Nel 1964 venne creato il Piano solo con De lorenzo volto a destabilizzare gli assetti democratici (fallì ma mise in luce le forze oscure della società). Nel 1968 ci furono lotte nelle fabbriche senza precedenti (Sessantotto studentesco) per richiesta di democratizzazione del sistema scolastico e si trasformò dalle scuole in un rifiuto generalizzato dei modelli economici culturali. Ciò fece emergere la debolezza dei governi di sinistra, dove non si pose fine ai conflitti con la PC per processi di modernizzazione anche civile e culturale innescati dallo sviluppo economico e si puntava anche a formule politiche conservatrici se non reazionarie. Nel 1970 furono varale le Regioni per più autonomia locale contro il centralismo. Venne creato lo Statuto dei lavoratori (libertà sindacali e rispetto diritti costituzionali), diritti di famiglia, abolizione manicomi. Furono condotti referendum per abolire la legge sul divorzio, rendere più libero il ricorso all’interruzione di gravidanza (misero in luce le profonde trasformazioni culturali e di costume).
Tra il 68 e 76 le elezioni videro l’avanzata del Pci che videro azioni terroristiche per colpire la vita democratica (es. bomba in Piazza Fontana a Milano, bomba a Brescia, stazione di Bologna) che videro un decennio di sangue per gravi connivenze tra gli stragisti neofascisti e settori della magistratura, servizi segreti ed esercito che consentirono che la strategia della tensione agisse con tutta la sua forza. I nuclei armati diedero vita a forme di terrorismo politico diverse dallo stragismo (gruppi di destra come i Nar e di sinistra contro il capitalismo e lo stato democratico come le Brigate rosse che negli Anni di piombo misero in atto 400 attentati con il rapimento e assassinio di Aldo Moro).

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