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L’età della restaurazione - La situazione politica

Eventi fondamentali dell'epoca quali la caduta di Napoleone, il Trattato di Vienna, la Santa Alleanza disfecero quanto era stato fatto, politicamente, nel ventennio precedente; essi rimisero sul trono i vecchi regimi, diedero all’Austria –a un’Austria non più “illuminata” come ai tempi di Maria Teresa e di Giuseppe II – il predominio in Italia. Ma l’Italia della Restaurazione non fu – come non lo fu l’Europa – una copia restaurata della vecchia Italia pre-rivoluzionaria, e tanti fatti o idee emersi in quegli anni non poterono più essere più soppressi o modificati.
Nella maggior parte degli Stati, infatti, rimasero in vigore istituti amministrativi e giuridici nati nel ventennio; i privilegi della nobiltà erano ormai in massima parte scomparsi, nella legislazione e nelle coscienze; il concetto “borghese” di proprietà era diventato, e rimase, fondamento delle strutture economiche e giuridiche. E si era costituita una classe, o un ceto nuovo di proprietari terrieri -spesso appartenenti alla nobiltà, talvolta di origine diversa-, di imprenditori, di funzionari statali, di ex ufficiali dell’esercito napoleonico, di intellettuali, un ceto che diede i quadri dirigenti alle nuove amministrazioni, e che fu, veramente, la classe dirigente ed egemone.

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