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L'età napoleonica e l'espansionismo francese

Dopo il colpo di stato del 18 brumaio, il potere fu assunto dai consoli Sieyés e Bonaparte che, sebbene fossero d'accordo sulla necessità di dare una nuova Costituzione, avevano idee diverse sulla divisione dei poteri; infatti Seiyés voleva un regime oligarchico basato sulla separazione dei poteri, mentre Bonaparte riteneva opportuno avere un potere esecutivo dotato di ampi poteri. La Costituzione dell'anno VIII, approvata con referendum, sancì la concentrazione del potere esecutivo nelle mani del primo console, la frammentazione del potere legislativo e la riduzione del suffragio universale.
Per consolidare il nuovo regime, Bonaparte cercò, invano, di firmare la pace con Gran Bretagna ed Austria; nel frattempo lo zar Paolo I uscì dalla 2° coalizione e formò una "lega di neutrali" composta da Russia, Prussia, Svezia e Danimarca. Il 14 giugno 1800 Napoleone sconfisse a Marengo gli Austriaci, che furono costretti a firmare la pace di Lunèville, che ristabiliva le clausole di Campoformio. La Gran Bretagna, dopo aver appoggiato la congiura che in Russia mise sul trono lo zar Alessandro I, riuscì a far sciogliere la lega dei neutrali e nel marzo del 1802 fu firmata la pace di Amiens tra Francesi ed Inglesi; essa prevedeva la restituzione alla Francia di tutte le colonie e dell'Egitto all'impero otttomano, mentre Malta fu posta sotto la protezione delle grandi potenze. In politica interna, Napoleone ottenne la repressione della sinistra giacobina e la pacificazione della Vandea e la pacificazione religiosa attraverso il Concordato del 1801.

Grazie all'enorme prestigio personale, Bonaparte fu nominato, tramite plebiscito, console a vita e, per garantire maggiore stabilità al paese, dopo la repressione della conguira contro Napoleone, fu varata la Costituzione dell'anno XII che consacrava Napoleone "imperatore dei Francesi", con ereditarietà del titolo ad eccezione delle donne. La Costituzione dell'anno XII prevedeva, inoltre, la creazione di una nobiltà ereditaria imperiale, costituita da grandi dignitari ed ufficiali, che,però, a differenza della vecchia nobiltà, era soggetta ai principi di eguaglianza fiscale e giudiziaria. Il 21 marzo 1804 fu emanato il nuovo Codice Civile che riaffermava i principi di libertà delle persone, di eguaglianza di fronte alla legge, di autonomia dello Stato dalla Chiesa e di libertà agli imprenditori, mentre vietava la costituzione di associazioni di operai e ripristinava la schiavitù nelle colonie. Molto importante fu anche l'organizzazione dell'istruzione, in base alla quale i "licei" e le scuole secondarie erano sotto mil controllo statale, mentre l'istruzione elementare fu affidata al clero.
Nel 1803 riprese la guerra tra Francia ed Inghilterra, preoccupata della politica commerciale ed espansionistica francese, e Napoleone pensò di invadere la Gran Bretagna, ma, dopo la pesante sconfitta della flotta franco-spagnola a Trafalgar,fu costretto a rinunciarvi. Nel 1805 fu creata la 3° coalizione antifrancese, formata da Gran Bretagna, Russia, impero asburgico, Svezia e regno di Napoli. Nello stesso anno Napoleone riuscì a sconfiggere gli Austriaci ed i Russi, giungendo così alla firma del trattato di Presburgo, in base al quale l'Austria lasciava Venezia, l'Istria e la Dalmazia, che entravano nel regno d'Italia e si impegnava a pagare una forte indennità di guerra. Inoltre i Borboni furono cacciati ed il regno di Napoli fu affidato al fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte. Nel giugno del 1806 la repubblica Batava, nome assunto dalle province Unite dopo l'occuopazione francese, fu trasformata in regno d'Olanda e sul trono salì un altro fratello di Napoleone, Luigi Bonaparte.
Napoleone cercò di tenere la Prussia fuori dal conflitto, ma quest'ultima, dopo essersi alleata con la Francia contro gli Inglesi, temendo l'egemonia francese, si schierò a fianco della 4° coalizione (ottobre 1806), ma fu sconfitta da Napoleone a Jena ed ad Auerstedt. La Prussia fu costretta a firmare un umiliante armistizio e fu posta sotto l'occupazione militare. La guerra,dopo vari scontri non decisivi, terminò con la pace di Tilsit tra Napoleone ed Alessandro I, con cui lo zar riconosceva l'ordine creato da Napoleone in Europa.
La sconfitta della Prussia e la pace di Tilsit aumentarono il potere di Napoleone che, però, non era riuscito a piegare la Gran Bretagna; allora egli tentò di raggiungere lo scopo attraverso un blocco continentale vietando "ogni commercio ed ogni corrispondenza" con gli Inglesi. Al blocco partecipò anche la Russia e Napoleone impose anche il sequestro delle navi che fossero approdate nei porti inglesi, stabilendo così un controllo anche sulle navi dei paesi neutrali. La Gran Bretagna reagì con delle rappresaglie contro la Francia e tutti i Paesi coinvolti nel blocco, ma ci furono tentativi di eludere il divieto da parte di ogni Stato che aveva rapporti economici e commerciali con gli Inglesi. Gravemente danneggiate dal blocco furono anche l’Olanda ed il Portogallo, che fu occupato dalle truppe francesi e ciò provocò una crisi anche in Spagna. Napoleone decise allora di dare la corona spagnola al fratello Giuseppe, ma il clero e la nobiltà spagnola si allearono con la borghesia ed i contadini, riuscendo a sconfiggere l’esercito francese. Giuseppe I Bonaparte regnò in Spagna dal 1808 al 1813, cercando di fare delle riforme (abolizione dell’Inquisizione, chiusura di 1/3 dei conventi,liberalizzazione dei commerci) che, però, a causa della debolezza della borghesia, ebbe poca efficacia. La guerra di Spagna ebbe effetti negativi sulla politica di Napoleone, in quanto impegnò gli eserciti francesi, permise alla Gran Bretagna di eludere il blocco continentale nella penisola iberica e, soprattutto, dimostrò che era possibile opporsi alla Francia.
Il 10 aprile 1809 riprese la guerra con l’Austria che aveva ricevuto importanti finanziamenti dalla Gran Bretagna e che aveva invaso la Baviera; Napoleone occupò Vienna ed il 6 luglio sconfisse l’esercito austriaco a Wagram. La guerra con l’Austria e quella con la Spagna dimostrarono la presenza di un forte spirito antinapoleonico in Europa; la situazione peggiorò quando Napoleone, dopo essere stato scomunicato dal Papa in conseguenza dell’annessione dello Stato pontificio alla Francia, lo fece arrestare ed imprigionare a Savona. Queste difficoltà convinsero Napoleone a firmare una pace punitiva con l’Austria per dimostrare il suo potere; Francesco I d’Austria fu costretto a cedere la Corinzia, parte della Croazia, l’Istria e la Dalmazia, a pagare una forte indennità di guerra e a dare in sposa la figlia Maria Luisa.
Il tentativo di piegare la Gran Bretagna con il blocco stava fallendo perché danneggiava anche l’economia francese e la borghesia cominciò a vedere in Napoleone la causa della crisi; allora Napoleone cercò :
• di stringere il blocco per colpire maggiormente la Gran Bretagna attraverso una serie di annessioni che avevano lo scopo di aumentare il controllo diretto sulle dogane;
• di allentare il blocco per evitare ulteriori danni all’economia francese attraverso una serie di decreti che stabilivano una ripresa controllata dei rapporti commerciali con la Gran Bretagna per la sola Francia.
Ritenendo che gli Inglesi stessero per crollare, Napoleone decise di attaccare la Russia forte di un esercito di circa 700.000 uomini; i Russi, però, evitarono lo scontro diretto e si ritirarono distruggendo ogni cosa. Il 5 settembre nella battaglia di Borodino, l’esercito francese sconfisse quello russo ed il 14 Napoleone entrò a Mosca; la città fu distrutta e le truppe francesi rimasero senza provviste ed il 19 ottobre furono costrette a ritirarsi, rimanendo vittime del freddo.
Tra la pace di Tilsit e la campagna di Russia, Napoleone portò l’impero alla massima estensione, instaurando una dittatura personale, soprattutto per mezzo dell’accentramento politico ed amministrativo, l’asservimento dello stampa e la polizia imperiale, guidata da Joseph Fouchè.Per mantenere gli eserciti e l’apparato amministrativo, Napoleone aumentò le tasse, soprattutto quelle indirette (sul sale, sul tabacco). In campo politico egli cercò l’appoggio dei gruppi sociali più ricchi e potenti ed il consenso passivo delle classi inferiori; inoltre egli attribuì una grande importanza alla religione,quale mezzo per sottomettere il popolo. La sua alleanza con la borghesia portò alla creazione di una nuova nobiltà che costituiva la “monarchia dei notabili”, mentre l’aristocrazia dello spirito, cioè gli intellettuali, furono messi a servizio del regime. La borghesia dei notabili era costituita da proprietari terrieri, industriali,finanzieri, alti funzionari e ricchi professionisti. Durante l’era napoleonica, l’industria fece grandi progressi, anche se l’economia si basava ancora sull’agricoltura, mentre il commercio fu danneggiato dal blocco continentale.
L’espansionismo francese provocò la reazione di quei Paesi che vedevano minacciata la propria identità nazionale, in particolare Spagna, Russia e Prussia ebbero una forte reazione nazionale. In Spagna la lotta contro la Francia fu portata avanti dall’unione delle massi popolari, del clero e della nobiltà, mentre in Russia la reazione nazionalpatriottica si fondò sul popolo, la classe aristocratica e lo zarismo; in Prussia la reazione si basò, invece, sull’iniziativa proveniente dalla classe dirigente aristocratica.
Con la vittoria su Napoleone del 1812, la Russia divenne la principale alleata della Gran Bretagna nella lotta per la distruzione dell’impero francese. In Francia il potere di Napoleone si basava sull’equilibrio di 2 tendenze diverse: la prima era la richiesta di stabilità della classe dirigente (borghesi ed aristocratici di regime), la seconda la convinzione di Napoleone della necessità di affermare la superiorità militare francese ed il suo espansionismo. La sconfitta in Russia ruppe questo equilibrio e contro Napoleone si schierò gran parte della classe dirigente aristocratico-borghese, degli intellettuali e dei notabili, dei sostenitori dei Borboni ed i vecchi repubblicani; inoltre anche Murat, Talleyrand e Fouchè gli voltarono le spalle. In Prussia scoppiò una rivolta nazionale per la liberazione del Paese (il re Federico Guglielmo III si alleò con lo zar Alessandro I), ma Napoleone riuscì a sconfiggere sia l’esercito prussiano che quello russo; in Spagna, invece, nel 1813 il regnò di Giuseppe Bonaparte cadde dopo la sconfitta ad opera dell’esercito inglese guidato dal duca di Wellington.Nel 1812 le antiche Cortes furono trasformate in Parlamento che approvò una nuova Costituzione (Costituzione di Cadice),che limitava il potere esecutivo,fondava il potere legislativo sulla sovranità nazionale,introduceva la libertà di stampa,aboliva l’Inquisizione ed i diritti feudali. Nel frattempo l’Austria, che fino ad allora era stata neutrale, nel 1813 entrò a far parte della 6° coalizione, formata da Gran Bretagna, Prussia, Russia, Svezia e Baviera; dopo la vittoria a Dresda, Napoleone fu sconfitto a Lipsia nella “Battaglia delle nazioni”. Da questo momento iniziò il crollo dell’impero napoleonico: l’Olanda cacciò i Francesi, il re di Napoli, Gioacchino Murat, per mantenere il proprio regno, si alleò con gli Austriaci. Gli eserciti della coalizione, numericamente superiori, furono sconfitti da Napoleone, ma queste sconfitte spinsero la Prussica, l’Austria, la Gran Bretagna e la Russia a firmare il patto di Chaumont (marzo 1814), in base al quale questi Paesi si impegnavano a combattere fino alla completa disfatta di Napoleone,stabilendo un’alleanza ventennale anti francese (7° coalizione). Nonostante la bravura militare di Napoleone, il 30 marzo 1814 gli eserciti della coalizione entrarono a Parigi ed il Senato depose Napoleone con l’accusa di aver tradito il popolo. Il 6 aprile, dopo l’abdicazione di Bonaparte, salì sul trono Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI; in base al trattato di Fontainebleau, Napoleone aveva la sovranità dell’ isola d’Elba, mentre sua moglie Maria Luisa ed il figlio ottenevano il ducato di Parma.
Il soggiorno di Napoleone all’isola d’Elba durò dal maggio 1814 al 26 febbraio, quando si imbarcò in segreto, riuscendo a raggiungere Cannes, dove fu accolto in trionfo dal popolo e dai soldati. Luigi XVIII mandò il maresciallo Ney, che,però ,si schierò con Napoleone, costringendo il re a fuggire in Belgio. Rientrato a Parigi, Napoleone rimase, però isolato, perché non sfruttò l’appoggio popolare, preferendo conquistare il favore della borghesia attraverso delle concessioni liberali. Nonostante il riconoscimento del trattato di Parigi da parte di Napoleone, gli eserciti della 7° coalizione lo attaccarono, riportando la vittoria decisiva a Waterloo (18 giugno 1815); essa segnò la fine dei 100 giorni di Napoleone, che dopo aver abdicato a favore del figlio Napoleone II, fu deportato nell’isola di Sant’Elena dove morì il 5 maggio 1821. La Francia fu costretta a firmare il trattato di Parigi del 1815, con cui il Paese era costretto a pagare una pesantissima indennità di guerra, a cedere i territori conquistati ed a subire l’occupazione straniera per almeno 3 anni. Iniziava così l'età della Restaurazione.

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