Età dell'imperialismo

La spartizione dell'Africa e dell'Asia

Durante la “grande depressione” (1873-1896), in Europa fu sempre più evidente la necessità di trovare nuovi mercati fuori dal vecchio continente. Inoltre si faceva sempre più pressante la richiesta europea di prodotti, che rendeva indispensabile trovare quelle materie prime necessarie alla produzione. Sii iniziarono quindi a cercare territori oltremare poco sfruttati per reperire le materie prime a basso costo, così che l’Europa potesse sostenere la produzione e innalzare il suo livello di produttività.
A Berlino, proprio in questi riguardi, si tenne la Conferenza Internazionale per gli affari africani (Novembre 1884), nel corso della quale le maggiori potenze riuscirono a spartirsi l’Africa secondo il principio delle zone d’influenza. Tale conferenza determinò la corsa alle colonie, che vide maggiori vincitrici Inghilterra e Francia, che seppero creare imperi sterminati in Asia, Africa e Oceania.

L’Inghilterra puntò le proprie mire verso l’Egitto (estremamente importante dopo l’apertura del Canale di Suez), il Sudan e il Sudafrica (dove dopo la guerra anglo-boera del 1902, fondò l’Unione Sudafricana).
La Francia mirò a creare un impero nel sud-est asiatico dove dette origine all’Indocina francese.
La Germania occupò il Togo, il Camerun e ampie zone dell’Africa orientale e sud-occidentale.
Alle potenze europee si affiancarono Giappone (Cina settentrionale e Corea) e Stati Uniti (Cuba, Portorico e Filippine).
L’antagonismo tra le due principali potenze coloniali, Francia e Inghilterra, sfociò nel 1898 nell’incidente di Fascioda, un villaggio coloniale africano. Qui si intersecarono le due direttrici (quella nord-sud inglese e quella ovest-est francese), tuttavia lo scontro armato non avvenne perché il governo parigino impartì alle truppe di abbandonare Fascioda.

Cause e conseguenze dell'imperialismo

Innanzitutto, con il termine “imperialismo” si intende l’espansione coloniale delle maggiori potenze che si estese al mondo intero e interagì strettamente con la politica interna e l’organizzazione economica dei paesi conquistati.
Motivazioni ideologiche furono:
- “missione civilizzatrice” dell’Europa, ovvero le teorie pseudo umanitarie;
- esaltazione della potenza nazionale;
- amore per l’avventura e per l’esotismo;
- teoria del darwinismo sociale.

Fattori economici e sociali che determinarono l’imperialismo furono:

- ricerca di nuovi mercati e controllo delle materie prime;
- ricerca di prestigio nei rapporti internazionali;
- necessità di nuovi spazi per l’emigrazione;
- ricerca di consenso nella politica interna;
- sfogo e incanalazione delle tensioni sociali.
Conseguenze di questo fenomeno furono invece:
- lo stravolgimento degli usi e dei costumi delle popolazioni sottomesse;
- creazione di infrastrutture;
- attriti internazionali alla base della prima Guerra Mondiale.

Registrati via email