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Esperimenti nei campi di concentramento tedeschi

L’aspetto più atroce e disumano della seconda guerra mondiale fu senza dubbio il genocidio (Shoah) degli ebrei. A partire dal 1941, infatti, si iniziò a parlare di “soluzione finale” per indicare il piano di annientamento della popolazione ebraica. I nazisti organizzarono deportazioni in massa nei campi di concentramento, dove gli Ebrei venivano sterminati nelle camere a gas e nei forni crematori. Alcuni di loro inoltre morirono a causa di sperimentazioni pseudo mediche naziste che andavano oltre ogni confine dell’etica e del rispetto della vita umana. Nei campi di sterminio, infatti, analogamente allo sfruttamento degli ebrei come forza lavoro, si verificò l’uso dei prigionieri come cavie di ricerca. Il numero di vittime e le tipologie di sperimentazione furono moltissimi, vediamone alcuni:
• Esperimenti su gemelli: Questo folle esperimento ebbe inizio ad Auschwitz ad opera di Mengele. Il medico prelevava le coppie di gemelli e dopo averli isolati, i bambini venivano marchiati con un numero e una sigla speciali. Innanzitutto venivano esaminati e misurati dalla testa alla punta dei piedi, poi venivano sottoposti ad un esame completo ai raggi X in tutto il corpo. Successivamente veniva loro applicato una specie di tubo al naso che insufflava nei polmoni un gas provocando una tosse violenta: l’espettorato era raccolto ed esaminato.

Seguiva poi una fase nella quale i bambini erano fotografati con particolare attenzione ai capelli e ai peli delle ascelle. La fase successiva consisteva nel praticare clisteri di due litri dolorosissimi. In diversi giorni venivano sottoposti a esami urologici con prelevamento di tessuti dai reni, dalla prostata e dai testicoli, senza alcuna anestesia. Solitamente, a causa delle urla di dolore, venivano imbavagliati. Dopo tre settimane di esami i due gemelli venivano uccisi simultaneamente con un'iniezione al cuore; i cadaveri venivano sezionati in modo da esaminare gli organi interni. Sui gemelli, Mengele conduceva anche studi relativi alle anomalie dell’apparato visivo: si interessava particolarmente all'eterocromia, lo scolorimento dell’iride di un occhio. Il suo obiettivo era quello di trovare il modo di influire sul colore degli occhi trasformandoli da scuri ad azzurri. Per far questo iniettava nell’iride metilene blu. Il risultato erano atroci sofferenze, cecità e nessun cambiamento, dato che questi esperimenti non avevano un briciolo di fondamento scientifico. Mentre a Berlino ci si interessava allo studio delle proteine del sangue e si inseguiva il sogno di riuscire a trovare una differenza sostanziale tra il sangue degli ebrei e quello degli ariani, Mengele ad Auschwitz prelevava sangue da inviare a Berlino.
Spesso il prelievo di sangue era totale e terminava solo dopo la morte del bambino. Mengele si dedicò pure a trasfusioni incrociate di sangue di tipo differente tra i gemelli, esperimenti sul midollo osseo e altri orribili, quanto inutili, studi pseudo-scientifici; il tutto era documentato da delle foto sconcertanti.
• Esperimenti di sterilizzazione: Altri esperimenti riguardarono la ricerca di metodi di sterilizzazione alternativi alla chirurgia. Le donne venivano sottoposte a quattro iniezioni e ad altri esperimenti all’utero. Venivano fatte inaridire artificialmente le ovaie e poi, per osservare il risultato, si faceva loro aprire il basso ventre. Molte morivano e le sopravvissute risentivano per tutta la vita di quelle operazioni. In poche parole la sterilizzazione chirurgica per le donne (con metodi tutti da immaginare) e la castrazione per gli uomini erano eventi di tutti i giorni.
• Esperimenti con i veleni: vennero condotti pure esperimenti destinati a indagare le proprietà velenose di alcune sostanze sull'uomo.
I veleni venivano distribuiti nel cibo dei prigionieri che morivano per lo più quasi subito mentre quelli che sopravvivevano venivano uccisi per consentire le autopsie.
• Esperimenti psichiatrici: consistevano nel sottoporre pazienti disabili psichici e donne in perfetta salute a elettroshock. Poi veniva sezionato il cervello delle vittime decedute e si cercava di mettere in pratica "lavaggi del cervello" attraverso la somministrazione di dosi quasi sempre letali di morfina e barbiturici.
In sintesi, vennero praticate mostruosità enormi. Si praticò qualsiasi cosa in nome dell’eliminazione del diverso, della classificazione dell’essere umano in categorie di maggiore o minore importanza, in nome dell’eugenetica (studio dei metodi volti al perfezionamento della specie umana attraverso selezioni artificiali operate tramite la promozione dei caratteri fisici e mentali), della superiorità della razza.
Voglio concludere con una citazione di Hannah Arendt, tratta da Le origini del totalitarismo: «I Lager servono, oltre che a sterminare e a degradare gli individui, a compiere l’orrendo esperimento di eliminare, in condizioni scientificamente controllate, la spontaneità stessa come espressione del comportamento umano e di trasformare l’uomo in un oggetto». Infatti il totalitarismo, prima ancora di distruggere il corpo, distrugge l’anima delle persone, azzerando ogni diritto umano, negando ogni dignità. La vita nei campi era talmente bestiale da provocare la “disumanizzazione” totale dell’essere umano, che era reso irriconoscibile e che aveva il solo desiderio di “rimaner vivo”.

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