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COME L’ITALIA ENTRA IN GUERRA


L’Italia inizialmente rimase fuori dal conflitto e solamente un anno dopo, nel 1915, entrò in guerra perché non tutti volevano entrare in guerra, infatti l’opinione pubblica era contraria alla guerra, solo una piccola parte di essa era favorevole (gli interventisti), ma questi ultimi erano molto combattivi a tal punto da riuscire a costringere il Paese ad entrare in guerra. L’Italia trattò le condizioni di guerra sia con gli austriaci sia con gli alleati; agli austriaci gli italiani chiedevano la Venezia Giulia e il Trentino, però questi non diedero risposte alle seguenti richieste, per cui l’Italia contrattò con le altre potenze. In caso di vittoria degli alleati furono promesse all’Italia: il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, la Dalmazia e in più una parte dell’Impero tedesco. Così l’Italia nell'aprile 1915 firmò il Patto di Londra, un patto segreto con cui si impegnava a entrare in guerra un mese dopo (24 maggio 1915). Gli Stati Uniti non firmarono il Patto di Londra.
L’Italia, con l’entrata in guerra si impegnava con la Francia, la Gran Bretagna e la Russia, ma al posto della Russia subentrarono gli Stati Uniti che non riconobbero il Patto di Londra, perché non lo avevano firmato.
L’Italia entrò in guerra con la dichiarazione di guerra nei confronti dell’Impero asburgico e non nei confronti della Germania perché quest'ultima attaccò la Francia non lungo la frontiera in comune, ma passando per il Belgio (uno Stato neutrale) contando sull'effetto a sorpresa; l’avanzata tedesca però fu bloccata a 40 km da Parigi. L’Italia aveva paura che sarebbe successa la stessa cosa con la Svizzera, temendo che questa avrebbe aiutato la Germania. Nel 1916-1917 venne costruita la linea Cadorna (dal generale Cadorna), ovvero fortificazioni lungo la frontiera Svizzera che va dall’Ossola alla Valtellina.


I due schieramenti contrapposti che sono a favore o contrari alla guerra sono:
I neutralisti si dichiararono contrari alla guerra e tra questi vi erano: i cattolici (erano contrari perché avrebbero combattuto contro i cattolici dell’Austro-Ungheria), i socialisti (erano contrari perché loro avevano posizioni internazionaliste e pacifiste, sostenendo che la borghesia volesse la guerra, facendola poi combattere alla povera gente), i liberali giolittiani (erano contrari, perché temevano che il conflitto facesse saltare gli equilibri politici e sociali del Paese). I neutralisti erano moderati.

Gli interventisti invece erano favorevoli alla guerrA e tra di essi vi erano: i nazionalisti (eranofavorevoli perché affermavano che la guerra fosse bella), i socialisti rivoluzionari (erano favorevoli alla guerra e tra di loro vi era Benito Mussolini), gli interventisti democratici (erano favorevoli perché affermavano che l’Italia dovesse entrare in guerra perché avrebbe portato all’allargamento della base sociale dello Stato, favorendo la democrazia), i liberali non giolittiani (erano favorevoli alla guerra perché la guerra avrebbe completato il processo di unificazione del Paese, in quanto mancavano tra i territori il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia) e i socialisti (eranofavorevoli perché vedevano nei cattolici l'opposizione al progresso del Paese).

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