1929 - Effetto inerzia e bolla speculativa

Nel 1929 in seguito all'andata della produzione surplus dei beni di consumo durevoli, gli imprenditori, finanzieri e risparmiatori non riescono a vedere subito la nuova dinamica e andamento del sistema economico, mentre si sta realizzando. Anzi una grande ondata di euforia, legata ai buoni risultati del sistema economico statunitense invita chiunque abbia qualche risparmio da parte ad acquistare i titoli azionari emessi dalle imprese, il cui valore sta crescendo rapidamente con il crescere della produzione.
A un certo punto, intorno al 1927-28, le dinamiche della produzione e dei valori azionari si divaricano: infatti mentre il mercato si va saturando, la produzione si fa eccessiva rispetto alla domanda e le ordinazioni segnano il passo, il mercato borsistico continua ad andare come un treno. Un po' è perché si produce un "effetto inerzia" nel senso che i risparmiatori e gli operatori continuano a dare per scontato che il valore delle azioni continuerà a crescere, così com'è cresciuto fin allora. Un po' è perché fanno effetto le manovre speculative messe in atto dagli operatori di Borsa: costoro comprano le azioni, aspettano un po' che tali azioni abbiano acquistato un valore maggiore e poi lo rivendono, considerando che, in definitiva il margine di differenza tra prezzo al momento dell'acquisto e prezzo al momento della vendita garantisce un guadagno superiore ai dividendi che l'azienda paga sulle azioni stesse. È ciò che si chiama "bolla speculativa", processo che stimola la crescita del valore delle azioni indipendentemente dalle condizioni economiche reali delle aziende a cui tali azioni sono collegate.

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