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L'economia nazista

Economia: politici marxisti consideravano il nazismo come una sorta di strumento per zittire le rivolte operaie, a favore del capitalismo. In realtà ampi settori economici tedeschi rimasero perplessi e sospettosi verso il movimento nazista al cui interno stavano veri rivoluzionari. Le riserve della borghesia vennero abbandonate man mano che Hitler si schierò apertamente contro il socialismo (1933 liquidazione sindacati, partiti). Al posto dei sindacati venne formato il fronte tedesco del lavoro, un organismo che riuniva imprenditori, impiegati e operai, una struttura corporativa che aveva come fine la pace del lavoro, la soppressione delle conflittualità. Proprio questa coesione rappresentava agli occhi del capo del fronte del lavoro, Robert Ley, il supremo socialismo. Nel 1932 esistevano 6 milioni di disoccupati: Hitler si occupò del problema con sovvenzioni statali alle coppie in cui la donna rinunciasse al lavoro extra domestico, con la costruzione di grandi autostrade nel 1933. Il processo di riassorbimento della manodopera, di stampo roosveliano, portò nel 1939 alla quasi totale occupazione. Se il piano americano non intaccò la democrazia e lo stato liberale avendo come scopo l’integrazione dello stato nell’economia, in Germania lo scopo primario era l’espansionismo venato di caratteri razzisti. Accanto alle opere pubbliche si effettuò anche il riarmo e la produzione di materiale bellico. I costi della ripresa gravarono sulla classe operaia, dato che i salari rimasero congelati al livello di crisi del 1932. Inoltre i beni di consumo, subordinati alla produzione bellica, ristagnarono anche se limitarono la stessa preparazione bellica facendo arrivare la Germania non perfettamente attrezzata alla guerra. Hitler infatti non volle mai correre il rischio di abbassare il tenore di vita dei tedeschi in modo da non alzare il malcontento e mantenere il consenso popolare. Nel 1936 venne elaborato il piano quadriennale di cui Hermann Goring fu nominato responsabile, che aveva come scopo l’autosufficienza economica nazionale, e la preparazione bellica da effettuare entrambi in 4 anni. Gli obbiettivi ultimi di Hitler furono sempre razziali: l’eliminazione del marxismo, la lotta al comunismo, la pace del lavoro (che presupponeva alla guerra d’espansione).

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