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Dopoguerra

La crisi del dopoguerra in Italia e l’avvento del fascismo
13- Quando avvenne il delitto Matteotti, come reagì l’opposizione e che conseguenze ebbe questa reazione sul governo Mussolini?
Il 10 giugno 1924 Matteotti fu rapito da una squadra fascista. Il suo cadavere venne ritrovato, semisepolto solamente il successivo 16 agosto. Il delitto Matteotti scosse profondamente l’opinione pubblica, aprendo una grave crisi politica. Le opposizioni parlamentari (socialisti, comunisti, quella parte di popolari che aveva rifiutato l’alleanza col fascismo, liberaldemocratici) decisero per protesta di non partecipare più ai lavori delle camere, intendendo con questo che non riconoscevano legittimità morale e politica a un parlamento dominato fai fascisti (secessione dell’Aventino).

14- Quale messaggio volle lanciare Mussolini agli avversari col discorso del 3 gennaio 1925?

Con il passare dei mesi, l’opposizione aventiniana si rivelò sempre più sterile e Mussolini poté gradatamente riprendere in pugno la situazione, anche utilizzando lo spauracchio di una guerra civile scatenata dalle milizie fasciste. L’epilogo fu il famoso discorso al parlamento del 3 gennaio 1925, con cui egli si assunse la responsabilità politica del delitto Matteotti. Il capo del governo ammetteva pubblicamente di essere responsabile, sul piano politico, per l’eliminazione di un deputato dell’opposizione: con questo discorso il parlamento veniva di fatto esautorato e la legalità costituzionale sospesa.

La crisi del 1929 e il New Deal
1- Che tesi sosteneva F.W.Taylor a proposito dell’organizzazione scientifica del lavoro? Che ruolo ebbe l’industriale statunitense H. Ford nell’applicarne le teorie e che conseguenze ebbe sui lavoratori l’introduzione di nuovi sistemi di produzione?
Taylor era partito da un principio molto semplice: ci sono molti modi di fare una cosa, ma uno solo è quello ottimale. Egli affermava che bisogna sottoporre il lavoro umano a un’indagine scientifica. Si devono scomporre le operazioni complesse di ogni lavorazione nei singoli movimenti necessari a realizzarle, misurare i tempi relativi a ciascun movimento, fissare i rapporti ottimali tra tipo di movimento, tipo di attrezzo, caratteristiche della macchina. La fabbrica di Ford applicava i principi dell’organizzazione scientifica del lavoro esposti nel 1911 da Taylor. La diffusione della fabbrica taylorista-fordista ebbe conseguenze sociali di rilievo. Nelle grandi aziende automatizzate mutò profondamente la composizione sociale e professionale della classe operaia: diminuì la quota dei lavoratori qualificati e aumentò quella degli operai comuni specializzati in un'unica mansione di lavoro.

2- Quali furono le cause che provocarono il 24 Ottobre 1929 il crollo di Wall Street?
Per comprendere le cause della crisi, occorre considerare l’andamento dell’economia statunitense negli anni venti. C’era stato un boom economico senza precedenti. In tutto il decennio precedente, la crescita della produzione e dei profitti era stata superiore a quella dei salari, portando a un indebolimento della domanda. Emersero poi, nella seconda metà degli anni venti, difficoltà nel settore agricolo. A questi fattori di debolezza si sommò la speculazione finanziaria. In sostanza il settore finanziario dell’economia si gonfiava a dismisura, senza una corrispondente crescita del settore reale: alla crescita abnorme del mercato dei titoli azionari non corrispondeva un aumento della ricchezza prodotta e consumata. Il 24 ottobre 1929 l’indice di Wall Street iniziò a scendere.

3- Che conseguenze provocò il crollo di Wall Street negli USA e in Europa?
Sul piano internazionale le conseguenze della crisi di Wall Street furono gravissime, a causa della quota di produzione mondiale ormai detenuta dagli Stati Uniti (45%) e dai legami finanziari strettissimi con l’Europa e l’America latina: le importazioni statunitensi diminuirono drasticamente e si interruppe il flusso di capitali statunitensi verso l’Europa. Ciò provocò una recessione economica e una caduta dei commerci a livello internazionale. La caduta dei prezzi penalizzò principalmente i paesi esportatori dell’America latina; in Europa la crisi fu particolarmente grave in Germania e in Austria. La crisi spinse tutti gli stati a rinchiudersi economicamente, adottando politica protezionistiche, e ad accentuare la concorrenza con gli altri stati attraverso svalutazioni della moneta.

4- Che cosa si intende per deflazione?
La deflazione è la riduzione del livello di attività del sistema economico (domanda, reddito, produzione). Una deflazione dell’economia può essere provocata dalle autorità monetarie e di governo con opportuni provvedimenti, come la riduzione del credito alle imprese; l’aumento del costo del denaro; la diminuzione dei consumi. Lo scopo della politica deflazionistica è quello di combattere un’inflazione ritenuta eccessiva. Una politica deflazionistica prolungata rallenta l’economia, provocando disoccupazione.

5- Quali furono i punti salienti del New Deal di Roosevelt e i risultati ottenuti?
Le novità portate da Roosevelt no riguardarono solo l’adozione di nuove misure di politica economica per uscire dalla grave crisi, ma l’instaurazione di un nuovo clima culturale, di un nuovo programma civile e ideale proposto alla nazione secondo uno stile caratteristico di tutti i grandi presidenti democratici. Il New Deal fu un programma economico, che introduceva nel sistema capitalistico statunitense un’importante novità: l’intervento dello stato nella vita economica. Il governo agì in due principali direzioni: il sostegno della domanda attraverso la spesa pubblica; l’introduzione di misure di ordinamento e di controllo. Dal punto di vista strettamente economico, i risultati del New Deal furono inferiori alle attese: alla fine degli anni trenta, gli Stati Uniti erano ancora lontani dall’avere recuperato il livello di ricchezza esistente prima della crisi.

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