Il Partito Popolare italiano


• Al fine di contrastare il Partito Socialista, nasce un nuovo esponente politico: il partito popolare italiano; questo evento segna il reintegro dei cattolici, dal punto di vista politico e sociale. Da tempo, si chiedeva di sostituire il sistema uninominale (votare il candidato più amato, su scala locale) con il sistema proporzionale (votare il candidato più amato, su scala nazionale).


• Il fondatore del suddetto Partito, Don Luigi Sturzo, non intendeva estendere l’influenza dei suoi ideali solo ai cattolici, bensì anche a tutti gli italiani, affinché si ottenesse la giustizia sociale e la libertà, tanto bramate. Riguardo Don Luigi Sturzo, possiamo dire che, oltre ad aver ricevuto la vocazione, egli mostra anche un forte interesse per la politica. Infatti, subito dopo aver fondato il partito, egli ne divenne il direttore; purtroppo, dopo varie pressioni da parte di Benito Mussolini, Sturzo venne proclamato segretario.

A seguito di altre minacce, egli fu costretto ad esiliare a Parigi e poi a Londra. Quando, nel 1952, tornò in Italia, venne proclamato Senatore a vita.


• Il partito popolare adottava un atteggiamento democratico, fortemente orientato verso i più deboli; un’ingente differenza tra il partito di Sturzo e quello socialista risiedeva nel rifiuto di abolire la proprietà privata. Di fatti, i seguaci di Sturzo intendevano semplicemente stabilire una relazione pacifica tra le varie classi sociali. La richiesta finale del PPI consisteva nel trasformare lo Stato, non più in uno scopo, ma in un mezzo per raggiungere la giustizia sociale ed il bene comune.

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