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Il dispotismo illuminato in Prussia e Russia Federico II,re di Prussia fu quello che meglio rappresentava l'immagine del re-filosofo che si divideva tra principi illuminati e politica di potenza. Fra i primi e più significativi interventi riformatori di Federico furono la semplificazione del sistema giudiziario,la formazione di una magistratura di carriera e l'istituzione dell'istruzione elementare obbligatoria. Furono sviluppate e introdotte le attività manifatturiere e fu incrementata la colonizzazione contadina delle province orientali.
Furono introdotti nella vita civile lo spirito umanitario e tolleranza: in particolare la tolleranza era verso i cattolici,a volte anche per ricevere dei vantaggi. I pilastri dello stato prussiano restarono l'esercito e la burocrazia; il corpo degli ufficiali e i livelli superiori erano interamente reclutati nella nobiltà che deteneva gli strumenti del potere sociale. Federico secondo riuscì in un intento mai visto prima: riuscì a trasformare il ceto nobiliare in un'aristocrazia militare disciplinata dallo Stato ma che aveva ancora il predominio sul mondo rurale. Caterina II di Russia cercò di far vedere il suo intento di diminuire il potere aristocratico,convocando una commissione a cui parteciparono rappresentanti di tutti i ceti,ma essa non riuscì nel suo intento in quanto erano più parole e idee che fatti. Ciò che favorì lo sviluppo economico fu la requisizione dei beni della Chiesa greco-ortodossa e l'abolizione dei monopoli e dei vincoli alle attività commerciali e manifatturiere; l'obiettivo di fondo rimase però quello di un rafforzamento dell'autorità centrale. L'arretratezza e le resistenze della Russia tradizionale fecero sì che gli interventi riformatori di Caterina muovessero verso la definizione e l'organizzazione di una società per ceti. La carta della nobiltà nel 1785,confermò ed estese i privilegi nobiliari.

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