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Prima Guerra Mondiale
Dinamica ed esiti del conflitto

Stallo del 1915-1916
Una logorante guerra di trincea. Con l’intervento italiano si aprì un nuovo fronte di guerra, che si concentrava soprattutto sull’Isonzo e sul Carso, ed aveva alleggerito la pressione sul fronte russo. Nonostante questo i rapporti di forza non si modificarono, e la guerra lampo si trasformo in una guerra di logoramento, lungo le trincee nemiche e senza grandi battaglie. Quest’equilibrio danneggiava gli imperi centrali, che erano circondati dalle forze nemiche che tentavano di bloccare tutti i prodotti diretti in Germania (blocco commerciale). Ci furono 2 grandi scontri:
- a Verdum: per sfondare le linee nemiche, il capo dell’esercito austro–tedesco decise di concentrare le armate tedesche a Verdum. La battaglia durò 5 mesi, inizialmente gli anglo-francesi non riuscirono a mantenere le loro posizioni, ma poi contrattaccarono facendo arrivare i tedeschi fino a Somme.
- a Jutlan: ci fu il 31 maggio 1916, e aveva lo scopo di diminuire il dominio della flotta britannica, e di permettere alle navi tedesche di lasciare i porti del nord, ma nemmeno una vittoria parziale servì al compimento di questo obbiettivo.
Cosi Hindirburg (generale tedesco), nel gennaio 1917, diede inizio alla guerra sottomarina totale, che prevedeva l’affondamento delle navi che sarebbero entrate in contatto con l’Inghilterra. Nel maggio-giugno 1016, gli austriaci attaccarono il fronte con una “spedizione punitiva”, che portò all’occupazione dell’Asiago, e l’impreparazione dell’Italia sfociò nelle dimissioni di Salandra. Il nuovo capo Paolo Borselli, instaurò un governo di “concentrazione nazionale”, e poco dopo gli italiani sconfiggono gli austriaci e occuparono Gorizia.
I governi di unità nazionale e lo stato “imprenditore della guerra”
Governi di unità nazione con il concorso delle opposizioni si crearono prima in Francia con Briand, poi in Inghilterra con Lyod George, poi in Italia con Borselli. In Germania invece il potere era tutto nelle mani dell’imperatore e degli esponenti maggiori dell’esercito. In Austria il nuovo imperatore, Carlo I, pensò ad una pace separata con l’Intesa. Il rafforzamento degli eserciti portò ad una trasformazione dell’organizzazione economica: lo stato liberale divenne motore del sistema internazionale. Riccardo Bachi, un economista, scrisse che lo stato assunse una nuova posizione, è centro e motore di tutta l’economia, soggetto di un movimento economico colossale: la sezione più importante è rappresentata dall’azienda economica militare, improvvisata a causa della guerra, che portò ad un maggiore sviluppo delle attività produttive e degli investimenti con la formazione di imprese gigantesche. Si sviluppò un innovazione tecnologia che consisteva nel rinnovamento delle industrie, nell’uso di motori a scoppio per le autoblindo, nello sviluppo di moderni mezzi di comunicazione, di strumenti di precisione. Si sviluppa anche l’agricoltura meccanizzata e l’industria aeronautica. Conseguenza di tutto ciò fu un incremento dei profitti e un concentramento delle industrie, perché lo stato mise in atto una serie di provvedimenti che limitavano la libertà dei sindacati e impose la militarizzazione del lavoro delle fabbriche. Per sostenere le spese belliche, lo stato ricorse non solo al credito nazionale, presso paesi neutrali, ma impose nuove tasse e attinse al risparmio dei cittadini. Nonostante ciò si rileva un aumento del debito pubblico.

Dala Guerra Europea alla Guerra Mondiale: La svolta del 1917
Nel 4° anno del conflitto ci furono vari avvenimenti importanti:
- l’uscita della Russia, causata dalla rivoluzione bolscevica. In Russia c’erano stati molti morti, causati dalla sua impreparazione, e il popolo ne soffrì: le condizioni di miseria si aggravavano, e il popolo reagì con molti scioperi ed agitazioni. La corte degli zar non si interessava a questo problema. Ci fu una gravi rivolta di operai e soldati a marzo a Pietrogrado, che causò:
o l’abdicazione dello zar Nicola II
o la formazione di un nuovo governo: esso era repubblicano e vi avevano partecipato tutte le forze che prima erano state contro lo zar.
Questo governo aveva proseguito la guerra, ottenendo il favore dei soldati con la promessa di distribuire loro terre a fine conflitto. Ma Kerenskij, capo del governo, fece un’offensiva in Galizia che fallì: i soldati avevano fraternizzato con i nemici (austriaci e tedeschi) ed erano tornati a casa. Questo causò l’uscita della Russia dalla guerra.

- l’intervento armato degli Stati Uniti a fianco dell’Intesa. Fu causato dalla guerra sottomarina (come gli Stati Uniti avevano minacciato). Gli Stati Uniti volevano:
o tutelare i capitali prestati all’Intesa
o salvaguardare le loro esportazioni in Europa, aumentate durante la guerra.
Quindi il governo statunitense appoggiò nazioni che avevano un sistema politico liberaldemocratico (Francia e Gran Bretagna), contro i paesi retti da monarchie (Germania e Austria)
- il “rifiuto della guerra” nei soldati e nella popolazione
Le rivolte popolari contro la guerra e la miseria
Il popolo cominciava a stancarsi della guerra, e l’entusiasmo era passato. I socialisti di tutti i paesi, tranne l’Italia, all’inizio della guerra avevano rinunciato ai loro principi pacifisti, ma ora avevano ripreso la loro opera di opposizione interna (contro la guerra): lo fecero con “il manifesto di Kienthal”. Sia i soldati sia la popolazione cominciavano a diventare ostili alla guerra. I soldati erano costretti a vivere nelle trincee. L’uso di nuove armi:
- aveva decimato le truppe
- aveva tolto l’idea che la guerra potesse rappresentare un qualche valore
Ci furono diserzioni di massa, che i comandanti cercavano di arginane con provvedimenti disciplinari molto severi. Ma non erano solo i soldati ad essere scontenti, ma anche gli ufficiali.
La risposta autoritaria al disfattismo
Il governo si era impegnato per arginare la crisi:
- facendo propaganda
- facendo promesse che nona avrebbe mai mantenuto
- facendo interventi a favore delle famiglie dei soldati
- mobilitando il fronte interno, altro nemico oltre ai soldati al fronte. Il fronte interno doveva:
o mettere un freno al disfattismo
o arginare il malessere della popolazione, causato da
 scarsità di cibo
 riduzione dei salari
 rialzo dei prezzi
Questo disagio era aumentato dalle speculazioni di guerra, che per esempio avevano creato il mercato della “borsa nera”: i generi alimentari che non si trovavano liberamente erano venduti a prezzi altissimi. Anche i cattolici si schierarono: il papa Benedetto XV aveva mandato ai capi di dei governi dei paesi un guerra una “nota” dove esprimeva la necessità di porre fine alla guerra. Anche la popolazione cambiò idea a proposito della guerra, e per tentare di arginare la crisi:
- in Francia cambiò il governo
- in Germania
o ci fu un rafforzamento dei poteri dei militari
o le industrie furono militarizzate
o il potere si concentro nelle mani di pochi
- ci furono processi simili in Italia, Stati Uniti e Gran Bretagna
L’offensiva austrotedesca: la disfatta di Caporetto
La guerra sembrò andare a favore dell’Austria e della Germania, che si prepararono a un grande sforzo con l’intento di far finire la guerra prima dello sbarco degli Stati Uniti. L’esercito italiano fu sconfitto a Caporetto a causa:
- la collaborazione degli eserciti austriaci e tedeschi
- la stanchezza dei soldati
- errori strategici del comando supremo
- la scarsa resistenza del 2° corpo d’armata
Persero molti uomini e furono costretti a ritirarsi, ma l’Italia riuscì a reagire molto bene:
- formò un nuovo governo
o con le opposizioni
o presieduto da Vittorio Emanuele Orlando
- l’esercito fu riorganizzato e il comando fu dato a Armando Diaz che, per ottenere fiducia, promise di distribuire terra ai contadini. Questa promessa fu presa molto in considerazione soprattutto dai soldati che erano lavoratori agricoli. Grazie a questo e alla leva del 1899, Diaz riuscì a risistemare le truppe italiane.

Fine della Grande Guerra
L’arrivo delle truppe americane e la controffensiva dell’Intesa: il crollo degli Imperi centrali
Dopo Caporetto, ci fu un importante attacco a San Quintino, dove l’Intesa si ritirò, ma nonostante ciò non aveva perso la battaglia: infatti le truppe anglo-francesi si riorganizzarono e resistettero a un nuovo attacco. In questa battaglia furono usate nuove armi:
- dai tedeschi: il grande cannone Bertha
- dall’Intesa: aerei e carri armati, i tanks
I tedeschi persero a causa dell’arrivo degli americani. Anche gli italiani sconfissero gli austriaci. Quindi ormai gli imperi centrali avevano perso.
- Bulgaria e Turchia si arresero
- tra Austria e Italia ci fu un armistizio
- l’impero asburgico si era disgregato a causa delle varie correnti indipendentistiche dei vari popoli
- la crisi della Germania aveva causato
o l’ammutinamento della marina
o la fuga del kaiser Guglielmo II
o la proclamazione della repubblica
Tutti fattori che portarono alla resa della Germania.
La conferenza di Versailles, posizioni dei vincitori
La conferenza per la pace ci fu a Versailles, e parteciparono solo i paesi vincitori (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Italia), mentre i vinti furono chiamati solo per firmare i trattati decisi. Ci furono differenze di pensiero tra Europa e Stati Uniti:
- l’Europa era rappresentata dal primo ministro francese Clemenceau, e voleva disgregare i paesi che avevano perso annettendo i territori a quelli che avevano vinto. Gli imperi che avevano perso erano: Austria Germania, Russia, impero ottomano. I paesi vincitori che ne avrebbero tratto un maggior vantaggio erano Francia e Gran Bretagna.
- gli Stati Uniti erano rappresentati da Wilson, il presidente, che voleva l’autodeterminazione dei popoli.
Anche tra gli europei c’erano divisioni:
- la Francia voleva un ridimensionamento della Germania
- la Gran Bretagna aveva paura che un’eccessiva durezza nei confronti della Germania potesse rafforzare troppo la forza della Francia
L’Italia non era contenta della vittoria (chiamata “vittoria mutilata”) perché, anche se le erano stato riconosciuto il patto di Londra, non ottenne l’annessione di Fiume e della Dalmazia.
Il nuovo assetto geo-politico europeo
A Versailles prevalse Clemenceau, che costrinse la Germania a una pace “cartaginese”, ossia dalla quale non potesse più riprendersi. La Germania subì alcuni cambiamenti territoriali:
- l’Alsazia e la Lorena tornarono alla Francia
- e sue colonie furono smembrate
- dovette pagare molto denaro come risarcimento per la guerra.
Invece l’impero asburgico dovette:
- smantellare l’esercito
- riconoscere i nuovi stati: Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, il regno di Jugoslavia (che riuniva vari paesi sotto l’egemonia serba)
- cedere all’Italia varie terre
La Polonia:
- fu ricostruita con territori della Russia, dell’impero austroungarico e della Germania
- ottenne uno sbocco al mare
L’impero ottomano:
- fu posto sotto il controllo della Francia e soprattutto della Gran Bretagna
A Versailles inoltre fu creata grazie a Wilson la Società delle nazioni, che avrebbe dovuto garantire la pace. Però non era efficace perché molti paesi (Germania, Russia, Stati Uniti) ne restarono fuori. Se ne servirono la Francia e la Gran Bretagna per mantenere la loro precaria egemonia. Gli Stati Uniti non vi parteciparono perché la proposta avanzata da Wilson fu bocciata dalla maggioranza repubblicana, che preferiva restare isolata.

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