Giada* di Giada*
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La destra storica è un governo liberale ispirato ai principi legali dello Statuto Albertino. I primi ministri che si susseguono al governo sono in ordine Cavour, Ricasoli, Farini, Minghetti, La Marmora, Ricasoli, Menabrea, Lanza, Minghetti. È importante notare come tutti quanti provengano dall'alta borghesia del nord Italia, in particolare da quella piemontese. Questo fa capire come il governo della destra sia espressione di una sola classe sociale; ai tempi poteva votare, e quindi essere eletta, solo l'alta borghesia. Nel sud, già demoralizzato per la mancata rivoluzione agraria, si comincia a parlare di piemontesizzazione.
Il governo liberale si trova a dover risolvere diverse questioni, in primo luogo deve creare lo Stato italiano. Si decide per l'accentramento ossia per la creazione di un'omogeneità economica, sociale e culturale su tutto il territorio; a tale scopo vengono prese diverse decisioni:
- estensione dello Statuto Albertino a tutto il territorio nazionale, questo significa anche estensione delle tasse le quali mandano sul lastrico il sud Italia già povero

- la leva obbligatoria, in questo modo il sud che era fondamentalmente agricolo perde le braccia lavoratrici degli uomini
- mercato unico e moneta unica in tutta Italia.
L'Italia riesce inoltre, con Quintino Sella, a pareggiare il bilancio grazie alla tassa sul macinato la quale porta però i contadini al disastro. Per tali motivi scoppia nel sud una sorta di guerra civile: il grande brigantaggio. Il governo cerca di risolvere il problema con la forza attraverso l'applicazione della legge marziale.
Le altre questioni da risolvere sono quella romana e quella veneta poichè sia lo stato della chiesa sia le due venezie non fanno ancora parte dello Stato italiano.
Cavour tenta un accordo con il Papa per ottenere Roma, quando l'accordo fallisce manda l'esercito il quale viene fermato dall'esercito papale alleato ai francesi (battaglia dell'Aspromonte dove vince la chiesa). Si cerca nuovamente il dialogo fino al '70. Nel '66 infatti Bismarck (cancelliere di Prussia) decide di muovere guerra all'Austria e si allea con l'Italia la quale ottiene, grazie alla vittoria di questa guerra, le venezie; in seguito Bismarck si muove verso la Francia invadendola e per tale ragione le truppe francesi lasciano il suolo papale e tornano in patria. E' il momento buono per attaccare la chiesa: il 20 settembre del '70 Roma è presa con la breccia di porta Pia. Il papa pubblica due encicliche: la prima chiamata "Respicentes" contiene la scomunica del sovrano Vittorio Emanuele II e condanna l'occupazione di Roma; la seconda chiamata "No expedit" dice che il popolo non deve vivere la vita politica e sociale dello Stato perchè è peccato mortale, ossia non deve frequentare la scuola statale, pagare le tasse, andare a votare.

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