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Dalla prima alla seconda rivoluzione industriale

Nel corso dell' Ottocento la rivoluzione industriale si diffuse in Europa e negli Stati Uniti.
Dal 1870 iniziò la seconda rivoluzione industriale, caratterizzata da:
- l'utilizzo della ricerca scientifica nell' innovazione tecnologica;
- nuove fonti di energia (elettricità e combustione a petrolio);
- lo sviluppo di nuovi settori (chimica, siderurgia, automobilistica, ecc.);
- monopoli e ologopoli;
- catena di montaggio e la produzione in serie;
- la società di massa: tutti iniziarono a fruire degli stessi prodotti (creati in serie) e servizi;
- uno Stato sempre più presente nel sistema economico ed evoluto in senso democratico.
Questo processo giungerà a maturità, nei paesi più progrediti (Stati Uniti, Gran Bretagna), negli anni Venti e Trenta del Novecento.

Le grandi invenzioni e scoperte scientifiche provocarono un' ondata di ottimismo nei confronti dell' avvenire del genere umano e di grande fiducia nella scienza e nella tecnica. Questo clima culturale fu definito positivismo, termine coniato dal filosofo francese Saint-Simon per indicare la validità delle scienze sperimentali, definite <<positive>> in contrapposizione alle astratte filosofie dominanti.

Charles Darwin teorizzò l'evoluzionismo secondo cui tutte le forme di vita sono il risultato di una graduale evoluzione. Questa teoria mostrò l'uomo come un animale in grado di evolversi sempre più (esaltando così la fiducia nel progresso).

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