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Crisi del '29 (3)

Il settore industriale fu invaso da una profonda crisi che colpì maggiormente l'economia degli Stati Uniti, ma che poi ben presto si diffuse anche nell'Europa Occidentale comportando notevoli trasformazioni. La crisi economica scoppiò più precisamente nel 24 ottobre 1929, il cosiddetto giovedì nero, quando crollò la borsa di New York con sede a Wall Street. In realtà già in precedenza si ebbero forti fenomeni speculativi che non ebbero alcun freno, per cui la banca americana pensò di aumentare il tasso di interesse per il rapporto tra creditori e banche, al fine di ridurre le richieste di crediti a fini speculativi. Gli studiosi sono concordi nell'individuare le cause di tale crisi nella sovrapproduzione che si ebbe negli anni 20 quando ci fu lo sviluppo economico degli USA e ciò fu dovuto anche alla diffusione del Taylorismo che portò alla introduzione di nuove macchine nelle industrie in grado di ridurre il lavoro agli operai e al tempo stesso di produrre di più. L'epoca in cui gli Stati Uniti erano la potenza economica mondiale per eccellenza era finita, ormai sullo scenario economico mondiale si affacciavano altre due potenze: l'Europa e il Giappone. Tuttavia la crisi americana dilagò ben presto anche in Europa dove il paese maggiormente colpito fu la Germania, la cui economia era già debole a causa della sconfitta del primo conflitto mondiale (la Grande Guerra).

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