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Crisi del '29 - Cause e conseguenze

La crisi economica scoppia negli Usa in autunno del 1929. Nel primo dopoguerra l'economia degli Stati Uniti ebbe un forte incremento, dovuto anche alla grande richiesta d'investimento che veniva dall'Europa per la ripresa delle varie potenze che avevano partecipato al primo conflitto mondiale. Infatti, in America dal 1922 al 1929, la produzione industriale aumentò del 64%. Dollaro nuova moneta forte.

Repubblicani al potere → politica rigidamente conservatrice.
Distribuzione dei redditi molto squilibrata → fasce di popolazione emarginate.
Conservatorismo ideologico: leggi limitative dell'immigrazione per conservare i caratteri etnici degli yankee ed evitare nuove ideologie. Discriminazioni contro i neri e nascono i Ku Klux Klan.

Ottimismo della borghesia.
Frenetica attività della Borsa di Wall Street → i piccoli risparmiatori incoraggiati da facili guadagni acquistano azioni per poi rivenderle a prezzi maggiori grazie ad una crescente domanda di titoli.

America prestava i soldi a Europa ed Europa importava alimenti → sviluppo degli USA.
Nel 1928 molti capitali americani furono investiti in Borsa e l'economia Europea comincia a risistemarsi chiedendo meno prodotti americani.
Le banche avevano fatto molti prestiti ad agricoltori per ampliare le proprie attività senza garanzie.

Crollo della Borsa
I valori dei titoli di Wall Street erano elevatissimi → molti risparmiatori cominciarono a vendere i titoli per ottenere i guadagni. 24 ottobre 1929 “giovedì nero” venduti 13 milioni di titoli → corsa alle vendite → caduta dei valori dei titoli.
Le banche chiedono agli agricoltori di riavere i loro prestiti ma no ci sono i soldi per pagare.
Conseguenze disastrose sull'economia mondiale.
USA inaspriscono il protezionismo e riducono moltissimo i crediti per l'estero.
Industria chiude perché no ordinazioni → licenziamenti → no soldi per i consumi → mercato non vende → chiudono altre imprese.
Crisi dell'agricoltura → no sbocchi.

Nel 1932 presidente Franklin Roosevelt → New Deal
Lo stato decide di intervenire:
creare lavoro le cui consegne sono per lo stato (appalti pubblici);
no creare dei Trust, cartelli, cioè gruppi monopolistici di prodotti;
svalutato il dollaro per rendere più competitive le esportazioni;
aumentati i sussidi per i disoccupati.
Lo stato si indebita chiedendo prestiti esteri o vendendo azioni finché non riuscirà ad usare le nuove infrastrutture → Deficit di bilancio.

Teorie di Keynes: lo stato deve intervenire, il mercato non si autoregola. Concorrenza tra grandi e piccoli capitali.
Lo stato deve intervenire con le imposte sui prodotti → sistema fiscale.
In soli 6 anni si arriva ad una ripresa. Anni '30 crescita delle città. Aumenta il vagabondaggio.
USA → società dei consumi che introduce a livello quotidiano tutte le tecnologie comuni (auto, radio, tv, turismo di massa, cinema,...).
La gente comincia ad acquistare di nuovo → l'economia gira, c'è potere d'acquisto, cioè ci sono i soldi.
Nascono commedie e drammi radiofonici → aumenta il livello culturale della gente.
Molti teatri si trasformano in cinema oppure diventano dei politeama (=teatro + cinema).
Radio, cinema, cinegiornali → usati dai totalitarismi.
Scoperta dell'energia nucleare → bomba atomica. Sviluppo dell'aeronautica.
Nascono nuove avanguardie artistiche.

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