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Il controllo dei mari nella seconda metà del Cinquecento

Nella seconda metà del Cinquecento, la ribellione dei Paesi Bassi non fu l'unica questione che la monarchi spagnola dovette affrontare, Filippo II era molto interessato al controllo del Mediterraneo. Le scoperte geografiche avevano mostrato agli europei che attraverso gli oceani si potevano raggiungere mercati lontani. Nel corso dei secoli era cresciuta l'importanza dei turchi ottomani. Per affrontare gli ottomani, nel 1571 venne armata una flotta di navi veneziane, spagnoli e genovesi. Era una flotta cristiana che entrava in guerra per combattere un impero musulmano. Presso l'isola di Lepanto si svolse una grande battaglia navale, nella quale gli ottomani furono sconfitti. La situazione del mediterraneo, dunque, era complessa: molti cercavano di imporre il proprio dominio su queste acque, senza tuttavia riuscirci definitivamente. Le navi cariche di merci, inoltre dovevano guardarsi dagli assalti dei pirati. A partire dall'inizio del Seicento per il Mediterraneo iniziò un lento declino. Gli scambi commerciali non cessarono, ma ormai erano diventati di importanza secondaria rispetto a quelli che si svolgevano sugli oceani. Erano per lo più porti inglesi e olandesi, che essendo affacciati sull'Atlantico potevano commerciare anche con le Americhe.

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