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La conquista dell'Italia

Cavour, definito come liberale e riformista, puntava a fare della monarchia sabauda la guida per l'indipendenza italiana. Vi furono moltissime adesioni tra cui quella di Garibaldi. Cavour pensò di utilizzare le armi contro l'Austria utilizzando come alleato il re di Francia Napoleone III il quale voleva espandersi sull'Austria e vi riuscì nel 1858 con l' accordo di Plombières, la Francia avrebbe ottenuto in cambio la città di Nizza e la Savoia. Proprio considerando ciò Cavour decise di dividere l' Italia in quattro parti :

- L'alta Italia.
- Lo Stato pontificio.
- L'Italia centrale.
- Il regno delle due Sicilie.

Nel 1859 ci fu l'inizio della seconda guerra d'indipendenza con l'attacco dell'Austria al regno di sardegna. Al Piemonte si affiancarono circa duemila volontari parte dei quali identificati nei cacciatori delle Alpi (dove c'era Garibaldi) all'improvviso la Francia, avendo paura degli attacchi della Prussia lascia l'Italia ma tiene comunque Nizza e Savoia. L'Italia a questo punto si divideva in: regno di Sardegna a nord, Stato pontificio e regno delle due Sicilie. A tal punto Garibaldi con mille volontari salpò in sicilia dalla liguria contrastato anche da Cavour. La spedizione di Garibaldi in sicilia fu vittoriosa ed assunse la dittatura della Sicilia, istituendo un governo provvisorio. Successivamente Cavour riprese l'iniziativa e si schierò contro Garibaldi il quale per due volte chiese al re Vittorio Emanuele di togliergli la carica di ministro. Il 26 ottobre del 1860 a Teano Garibaldi consegnò tutte le terre a Vittorio Emanuele che venne nominato re d'Italia anche se ancora senza Veneto e Roma.

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