1945: la conferenza di Jalta

Nel febbraio 1945 si tenne la cosiddetta Conferenza di Jalta (Crimea) tra Roosevelt, Churchill e Stalin. Qui i tre leader degli Alleati si incontrarono per stabilire la linea da seguire, i tempi dell’offensiva finale e il futuro assetto dell’Europa e dei rapporti internazionali. Questa risentì certamente dei principi espressi da Wilson nella Conferenza di pace di Parigi, tuttavia Stalin e Churchill erano persuasi dalla divisione del mondo per zone d’influenza. Comunque dalla conferenza di Jalta fu stabilito che:
1) la Germania, completamente smilitarizzata, fosse divisa in quattro zone d’occupazione (assegnate a Usa, Urss, Inghilterra e Francia) e che i criminali di guerra venissero processati (processo di Norimberga);
2) nei Paesi liberati si tenessero libere elezioni;
3) la Polonia ricevesse un risarcimento dalla Germania, in cambio degli acquisti sovietici in territorio polacco;

4) nella futura Onu ogni decisione fosse presa all’unanimità da Usa, Urss, Francia, Cina (membri permanenti del Consiglio di sicurezza);
5) l’Urss si sarebbe fatta autrice di una dichiarazione di guerra al Giappone e avrebbe ottenuto le isole Curii, l’affitto di Port Arthur, parte dell’isola di Sachalin e una sfera d’influenza in Corea.

1945: offensiva degli Alleati su tutti i fronti
Fronte orientale: l’offensiva sovietica procedette in due direzioni: a Nord, liberarono Varsavia e il resto della Polonia, puntando a Berlino (16 aprile 1945); a Sud, dall’Ungheria puntavano a Vienna (13 aprile 1945) e su Praga (4 maggio 1945).

Fronte occidentale: gli Angloamericani passarono il Reno (7 marzo 1945), avanzarono su Amburgo puntando a Berlino. Il 1 maggio 1945, congiunti ai Sovietici, determinarono la caduta di Berlino. Così il 7 maggio 1945 l’ammiraglio Doenitz firmò la resa incondizionata.

In Italia: il 17 aprile 1945 gli Alleati sfondarono la linea gotica; il 21 aprile occuparono Bologna e il 24 aprile passarono il Po. Il 25 aprile 1945, in tutta l’Italia Settentrionale, il Comitato di liberazione nazionale proclamò l’insurrezione: i partigiani liberarono le principali città prima dell’arrivo degli Alleati. Il 29 aprile 1945le armate tedesche e fasciste si arresero.

1945: la fine di Hitler e Mussolini
Mussolini, dopo aver provato ad intavolare trattative con gli anglo-americani e coi capi della Resistenza, tentò di fuggire in Svizzera (unendosi ad una colonna tedesca in rotta); tuttavia catturato dai partigiani fu giustiziato il 28 aprile 1945 a Dongo insieme alla moglie e ad altri gerarchi (i corpi furono appesi per i piedi in Piazzale Loreto, Milano). Hitler invece, mentre Berlino era sotto assedio, il 30 aprile si suicidò con la moglie e pochi fedelissimi.

1945: la resa del Giappone e la fine del conflitto
Nonostante l’8 maggio 1945 la guerra fosse finita in Europa, il Giappone resisteva eroicamente (harakiri, kamikaze,…). A seguito dell’opposizione nipponica alla richiesta di resa incondizionata avanzata dagli Alleati, Truman (nuovo presidente Usa dal 12 aprile 1945) fece sganciare il 6 agosto una prima bomba atomica a Hiroshima e una seconda il 9 agosto su Nagasaki.

L’8 agosto ci fu la dichiarazione di guerra dell’Urss al Giappone.

Il 14 agosto invece ci fu la resa incondizionata del Giappone, firmata il 2 settembre 1945.

La guerra era finita.

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