La conciliazione


Carattere illiberale del fascismo:
Il liberalismo aveva incontrato ovunque la resistenza, aveva guidato il movimento unificazione nazionale ma rimasta pianta gracile.
Il risorgimento: più come moto per indipendenza Italia grande, potente e non per rendere uomini liberi

Chiesa e tradizione controrivoluzionaria:
Contro idee liberali, italia influenzata dal Papato.

Pio IX e la condanna del modernismo:
Dopo pontificato Leone XIII
Pio X (1903-1914) intransigenza al mondo moderno

1907 enciclica Pascendi: dura condanna al "modernismo"
Dall'interno della Chiesa cercava una conciliazione tra la fede religiosa e il metodo critico.

Benedetto XV (1914-1922) più tollerante verso le libere iniziative dei cattolici e meno preoccupato delle questioni politiche.

Pio XI (1922-1939) forte impronta conservatrice e ad una pratica di esperto intervento nella vita pubblica italiana.

Questa posizione corrispondeva al riconoscimento che la Chiesa individuava nel fascismo un movimento politico avverso a quelle idee liberali che essa stessa condannava.

Pio XI e i Patti Lateranensi (11-2-1919):
Era ancora aperta la questione romana: sistemazione dei rapporti tra stato italiano e Santa Sede.
Conclusione con la loro firma: conciliazione
Costituzione della Città del Vaticano


Santa Sede e Stato Italiano:
Tre distinte parti:
1) Trattato internazionale. Santa Sede riconosceva lo Stato italiano. Lo Stato Italiano riconosceva il piccolo territorio della Città del Vaticano e su particolari edifici.
S.S riacquistava indipendenza.
2) convenzione finanziaria
Siti, forte somma alla S.S come risarcimento per la perdita dello Stato Pontificio
3) concordato per definire i diritti della Chiesa in Italia.
Alla chiesa posizione di privilegio nella vita dello stato italiano perché elevava la religione cattolica a religione di stato, limitati sia diritti altri culti.
Pure annessi, sia di quei cittadini che incorrevano in sanzioni ecclesiastiche.
Di fatto limitato il carattere laico dello Stato.

La conciliazione giovò alla chiesa:
Ma anche al fascismo che dalla chiesa apparve ufficialmente legittimato e che pertanto rafforzò nel paese le proprie posizioni e consolidò il proprio potere.

Elezioni marzo 1929:
Prime elezioni del regime fascista
Ancora una volta cambiato sistema elettorale, aboliti i partiti, si votava una lista unica imposta dal regime, più che di una elezione si trattava di un plebiscito, vincono si (sollecitata partecipazione alle urne)

Il fascismo appariva ormai saldamente insediato alla guida dello stato italiano.
Uno dei grandi paesi dell'Europa occidentale aveva rinunciato alle libere istituzioni e si era messo nelle mani di una dittatura.

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