Comunismo russo - Tra Paura e Consenso


Molte volte ci si chiede com'è riuscito l'autorità comunista a imporsi in una fase di così grave disordine e di così grave crisi economica, politica, sociale, familiare e personale? È chiaro che fin da subito e certamente fin dalla soppressione dell'Assemblea Costituente (esattamente nel gennaio del 1918), l'esperienza bolscevica ha preso la strada della dittatura a partito unico. Inoltre tale percorso non solo non viene abbandonato negli anni seguenti ma viene perfezionato e istituzionalizzato, fino ad avere un riconoscimento ufficiale nella costituzione del 1924. Una delle componenti essenziali del sistema è la coercizione, il ricorso alla violenza, il "terrore rosso" che incute una raggelante paura. Nessun dubbio che sia un fattore fondamentale del regime comunista ma non è l'unico in quanto i comunisti sanno ricorrere anche a strumenti che assicurino loro un certo grado di consenso da una buona parte della popolazione del nuovo Stato rivoluzionario. Inoltre il sistema comunista offre vantaggi economici e sociali immediato agli operai e anche ai contadini; infatti anche se entro un contesto di gravi difficoltà economiche, operai e contadini godono di condizioni economiche migliori di quelle che hanno potuto sperimentare nel periodo zarista, ovviamente quando non si trovino nelle zone più colpite dalla carestia o dalla guerra. Durante la Nep, un numero cospicuo di contadini riesce ad arricchirsi e a concedersi condizioni di vita mai sognate dalle precedenti generazioni che hanno vissuto nelle campagne dominati dei grandi proprietari terrieri nobili. Comunque sia opera sia contadini godono di un prestigio sociale egualmente mai sognato prima della Rivoluzione del 1917. Le donne di estrazione operaia o contadina vivono esperienze più ambivalenti: quelle che sono travolte dal disastro familiare che si produce nel corso degli anni Venti hanno pochi motivi di riconoscenza per il regime e forse anche poco tempo per pensarci, mentre quelle che riescono nonostante tutto a costruire i nuclei familiari stabili (e sono comunque la maggioranza) apprezzano molto la nuova normativa, il diritto di voto, la valorizzazione che lo Stato rivoluzionario riserva alla componente femminile con la sua nuova legislazione in merito. Inoltre il sistema a partito unico offre vantaggi anche a tutti coloro che in cambio di fedeltà politica trovano una collocazione negli apparati statali in rapidissima crescita numerica tra l'altro, poiché le nomine dipendono direttamente oppure indirettamente dalle autorità centrali o locali del partito e in questo modo si forma una sorta di "clientelismo d'apparato".

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