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Imperialismo e colonialismo

le rotte dell’imperialismo europeo e mondiale

Colonialismo e imperialismo sono due fenomeni connessi tra loro che caratterizzano l’Europa del XIX secolo, hanno in origine un significato di “estensione”.
La teoria della colonizzazione consiste infatti nella volontà di estensione da parte degli stati.
A partire dall’800, però, tale teoria si trova poi a coincidere con il concetto di imperialismo, un termine connesso anche al concetto di sfruttamento delle risorse dei paesi occupati.
Ne vediamo di seguito l’evoluzione.

Colonialismo

Colonialismo africano: il colonialismo africano era in origine puramente a scopo commerciale, e sempre in origine l’unica entità statale coinvolta era l’Impero Ottomano.

Con il passare del tempo però, e anche grazie alle numerose penetrazioni scientifiche europee ad opera di Livingstone e Stanley, che assicurano molti stati africani al Belgio, il colonialismo in Africa diventa anche, e in seguito soprattutto, Europeo.
Tra coloro che studiarono e contribuirono a colonizzare gli stati africani ricordiamo anche Pietro Sarvognan di Brazza, e Roads, che dà vita alla colonia di Rodesia.
Colonialismo asiatico: il colonialismo asiatico è un fenomeno che si origina in modo analogo a quello africano. Le maggiori migrazioni da parte dei colonialisti giungono dallo stretto di Bering.
La nascita del colonialismo da parte degli stati europei porta nel colonie:
1) crescita demografica, non controbilanciata però da una crescita del benessere e della ricchezza, con il risultato di uno squilibrio produttivo;
2) maggior lavoro nelle colonie e maggior ricchezza presso gli stati colonizzanti;
3) sfruttamento delle risorse economiche.
Secondo le statistiche si arriva nell’ottocento all’occupazione dell’84% del mondo da parte delle potenze europee (soprattutto Inghilterra e Francia), nonché da parte degli Stati Uniti d’America.

Avventura francese

La cosiddetta avventura francese inizia intorno al 1830, con il sovrano Carlo X, che dà il via al colonialismo francese in Africa. Nel 1881 la Francia possiede tutta la Tunisia.
In seguito, con la 3° repubblica, riprende l’opera di espansione: la Francia annette al suo territorio il Senegal e la Costa d’Avorio.

A est ottiene invece il porto di Gibuti e il Madagascar.
Nel 1904 e nel 1910 la Francia ottiene invece il protettorato ufficiale occidentale ed equatoriale.

Avventura inglese

In Inghilterra governa in quel periodo il ministro Disraeli, il quale ottiene dal Pascià d’Egitto le azioni di Suez.
Nel 1898 c’è la repressione in Egitto e nel Sudan.
L’episodio di Fascioda viene superato però con l’intesa cordiale.
I territori inglesi in Africa diventano sempre più numerosi, e si fa anche più forte il malcontento da parte degli abitanti locali.
Tra il 1899 e il 1902 scoppia ad esempio la seconda guerra boera, che si conclude con la vittoria da parte degli inglesi e nello stesso tempo la perdita dell’ autonomia per i locali.
Il progetto di espansione dell’Inghilterra viene contrastato dalla Germania.
Al di fuori dell’Africa, l’Inghilterra può comunque vantare molte altre colonie, come l’India, legata alla corona in una confederazione: è il cosiddetto Commonwealth, di cui fanno parte anche Canada, Australia, Sud-Africa e Nuova Zelanda.

Avventura portoghese

A colonizzare l’Africa troviamo anche potenze come la Germania e il Portogallo.
Il Portogallo, in particolare, annette al suo territorio Angola e Mozanbico.

Avventura italiana

Nel 1911 la crisi dell’Impero Ottomano fa sì che anche l’Italia possa prendere parte al colonialismo africano. Si crea infatti il protettorato italiano in Libia e in epoca fascista avremo l’annessione dell’Etiopia.

Cina, rivolta dei boxer

La Cina è in quegli anni in crisi, ed è minacciata dalla Russia, dall’Italia e dalla Germania. Questo genera la rivolta xenofoba chiama rivolta dei boxer (1901).
La repressione della ribellione permette comunque agli europei di creare un quartiere a Pechino. Le ragioni sono prestigio e ricchezza.

L'Imperialismo

Il colonialismo si trasforma man mano in imperialismo, che porta sfruttamento ed arretratezza nei territori conquistati.
L’imperialismo è la tendenza di un popolo (appartenente generalmente ad un paese fortemente industrializzato) ad acquisire il dominio politico ed economico di un altro popolo.
L’età dell’imperialismo va principalmente dal 1880 alla 1° guerra mondiale.
Esso non solo alimenterà le alleanze fra gli stati, ma porterà anche alla nascita di nazionalismo, xenofobia e razzismo.

Razzismo

Il razzismo che si sviluppò nell’800 è un insieme di teorie secondo cui la cultura e le vicende dei popoli dipendono dalla razza, poiché ogni razza ha differenze fisiche e mentali.
Quindi c’è una razza superiore –l’ariana- a cui spetta il dominio dell’umanità.
Il razzismo è un’esigenza irrazionale e si fonda sul pregiudizio, e viene presto utilizzato anche come capro-espiatorio degli insuccessi personali.
Il razzismo era già presente anche nel popoli antichi, ma quello moderno (che trae le sue origini nel ‘600) porta alla classificazione: l’uomo europeo sarebbe perciò superiore, come rileverebbe anche gli studi di fisio-gnomica.

La bellezza classica viene dunque identificata con la razza bianca, ed il colonialismo viene giustificato come l’opera di aiuto di un popolo superiore verso uno inferiore.
L’eredità biologica viene nello stesso periodo documentata anche da studiosi e scienziati.
Nel 1853, per esempio, Degabinau pubblica il suo “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane”. Vi si asserisce che l’affermazione di una società dipende dalla sua razza, e che essa può poi degenerare a causa degli incroci.
La razza bianca, dunque, in origine dolico-celica, si è nel corso della storia corrotta attraverso incroci.
Tra gli artisti sarà poi Wagner ad appropriarsi di tutte queste idee, manifestando un razzismo attivo, di carattere anti-semita.
Lo stesso scrittore e filosofo Chamberlain, scrive I fondamenti del 19° secolo, sostenendo che la razza superiore sia quella germanica.
Il razzismo diventa pian piano una dottrina politica.
Nel 1930, Rosemberg afferma invece che ogni prodotto dell’uomo è da collegarsi alla razza: le maggiori opere sono pertanto ariane.
Nemica di questa razza è quella ebraica, che vuole prevalere in campo religioso, e soprattutto economico.
Rosemberg afferma addirittura che Cristo fosse anch’egli ariano, sebbene corrotto dal giudaismo.
Non mancano ovviamente anche gli studi di antropologia in merito.
L’antropologia afferma che individui con caratteri comuni trasmissibili geneticamente costituiscono una razza.
Nell’800 il termine razza viene però anche ad avere valenza culturale. In pratica il termine razza ed etnia vengono ad assumere lo stesso significato.
Nasce il mito della purezza della razza, a cui si aggiungono presto giustificazioni storiche di antica origine.
Molto famosi diventano dunque gli scritti di Tacito, che esaltava la stirpe germanica, sostenendo anche che i germani furono tra i pochi popoli che non si mescolarono ad altri.
Von Sibel affermerà da ciò che una nazione come la Germania deve ritrovare la propria identità e storia.
Tacito diventa dunque anche profeta del dominio del regime tedesco.
Poiché i germani avevano culti solari, vengono rispolverati in epoca moderna gli antichi culti pagani, a cui si dà una profondo significato anche di forza e vigore.

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