Il Colonialismo è il fenomeno che vede protagonisti gli europei, gli americani, gli inglesi, gli spagnoli e altre potenze del mondo alla conquista di nuovi territori. Le antiche potenze occidentali e quelle di nuova formazione sono impegnate a partire dalla seconda metà dell'Ottocento fino agli inizi del novecento in un'opera di colonizzazione che comprende la quasi totalità del pianeta.

Nel 1914 tutto il mondo non occidentale, in forma diretta o indiretta, e sotto il controllo dell'una o dell'altra grande potenza. Oltre alle storiche presenze coloniali (Regno Unito, Francia, Olanda, Russia), altri Stati, anche di recentissima formazione, si impegnano nella corsa alla conquista delle colonie (Belgio, Germania, Italia e Stati Uniti), mentre un astro nascente orientale si unisce alle iniziative dei più attivi Stati occidentali, dei quali ha in larga misura copiato le istituzioni (il Giappone).

La globalizzazione economica, già da secoli in atto, ne riceve una spinta ulteriore, parti intere del globo sono sotto il controllo economico di imprenditori e finanzieri europei e americani. Ma il dato veramente nuovo è la conquista politica e militare quasi integrale di almeno tre continenti: entro il 1914, tutta l'Oceania, tutta l'Africa (a eccezione dell'Etiopia) e tutta l'Asia (con le parziali eccezioni della penisola arabica, dell'Afghanistan, della Cina, del Tibet e del Nepal) sono sotto il controllo dell'una o dell'altra fra le potenze impegnate nella espansione coloniale.

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