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Cinque giornate di Milano

Nel quadro dei moti rivoluzionari che infiammarono l'Europa e in particolare l'impero asburgico nel 1848, l'insurrezione di Milano seguì di pochi giorni l'esempio di Vienna (13 marzo), Budapest (15 marzo), Praga e Venezia (17 marzo). Armi in pugno i milanesi costrinsero il governatore O'Donnell a disarmare la polizia e a trasferire i propri poteri alla municipalità, dominata dalla personalità del radicale Carlo Cattaneo (18 marzo): si costituì una Guardia civica che rispose al tentativo del maresciallo Radetzky, comandante militare del Lombardo Veneto, di soffocare la rivolta con l'assalto e la presa del palazzo municipale. Gli scontri in città proseguirono sino al 23 marzo quando gli austriaci, nel timore di rimanere tagliati fuori dalle vie di rifornimento, iniziarono una ritirata ordinata verso le inespugnabili fortezze del quadrilatero (Mantova, Peschiera, Verona e Legnago). Lo stesso giorno Carlo Alberto di Savoia, accogliendo anche l'appello di alcuni settori dell'aristocrazia moderata milanese, scendeva in guerra contro l'Austria, dando inizio alla prima guerra d'indipendenza.

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