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Cecoslovacchia: la rivoluzione del 1989

In Cecoslovacchia avvenne la così definita (in seguito) rivoluzione di velluto, ossia una rivoluzione non violenta, che vedeva come suoi protagonisti i movimenti di opposizione formati nella primavera di Praga del 1968, la quale possiamo definirla come una breve fioritura politica e riformista, che fu avviata dal leader slovacco Alexander Dubcek insieme ad altri esponenti di rilievo del partito comunista cecoslovacco dell'epoca che avevano come scopo un corso riformatore.
Nel 1989 ci fu un'ondata di manifestazioni, che iniziò durante la cerimonia commemorativa in onore di Jan Palach, lo studente che 30 anni prima si era dato fuoco Piazza Venceslao nella capitale, Praga, per protestare contro l'intervento sovietico del 1968. Tra i principali leader dell'opposizione riapparve Alexander Dubcek. Sotto le pressioni popolari il capo del governo decise di dimettersi e venne formato un governo di coalizione. Questo nuovo governo comprendeva un forum civico che aveva come suo capo Havel, che sostituì Husak, che fu uno dei restauratori dell'ordine comunista dopo l'invasione sovietica, nel ruolo di presidente della repubblica e Dubcek venne eletto presidente del parlamento e le prime elezioni libere avvennero nel 1990 con la netta vittoria di Forum civico.

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