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Camillo Benso conte di Cavour

Appunto sulla vita e la politica di Cavour, lo statista che ottenne prima l'incarico come Ministro dell'agricoltura e poi diventare il leader della politica di governo Piemontese

E io lo dico a Skuola.net
CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR
La scena politica Italiana durante il Risorgimento fu dominata dalla figura dello statista piemontese Camillo Benso Conte di Cavour.
Nato a Torino il 10 agosto 1810 fu chiamato al governo da Massimo D’Azeglio che nel 1850 gli affidò il Ministero dell’agricoltura e del commercio e quindi quello delle finanze dove lo statista poté mettere alla prova le sue capacità di modernizzazione dell’apparato amministrativo dello stato piemontese .
Nei primi mesi del 1852 Cavour sviluppò una manovra di ampio respiro politico che gli costituì una solida maggioranza in Parlamento.
Nel mese di Novembre fu chiamato dal Re a dirigere il governo, dove si impegnò ad attuare il suo programma di progresso civile.
Era un liberale attento alle novità della scienza, lontano sia dall’assolutismo sia dal radicalismo, il suo progetto aveva al centro la realizzazione dell’unità d’Italia con a capo un monarca costituzionale e uno sviluppo economico basato sull’emergente borghesia.
Cavour potenziò gli istituti bancari e ampliò la rete ferroviaria intuendone le potenzialità di sviluppo per il miglioramento dell’economia.
In politica estera mirava a liberare l’Italia dalla presenza austriaca e colse l’occasione che gli veniva offerta dalla guerra di Crimea per far sedere i piemontesi al tavolo dei vincitori al congresso di pace che si tenne a Parigi nel 1856.
Nel 1858 incontrò a Plombierès Napoleone III con il quale preparò il conflitto contro l’Austria, nel senso che i francesi promettevano di intervenire nel caso di una aggressione dell’Austria al Piemonte.
Iniziava così la seconda guerra d’Indipendenza, che volse subito a favore dei franco-piemontesi ma, a sorpresa, Napoleone III firmò a Villlafranca un armistizio che prevedeva per gli accordi di pace la cessione della Lombardia al Piemonte, ma bloccava gli eventi nell’Italia centrale consentendo il rientro dei legittimi regnanti.
La situazione tuttavia evolse a favore dei piemontesi, in quanto in Toscana ed Emilia i comitati d’insurrezione con dei plebisciti dichiararono l’annessione al Regno dei Savoia.
Il 5 maggio 1860 ebbe inizio la spedizione dei Mille con la quale Garibaldi liberò il Mezzogiorno d’Italia; Cavour aveva il timore che Garibaldi intendesse sfruttare la sua popolarità per impadronirsi del potere e pertanto convinse il re Vittorio Emanuele II ad andargli incontro con il suo esercito.
L’incontro avvenne a Teano e dopo pochi mesi, il 17 marzo 1861 si riuniva il primo parlamento italiano a Torino, con la maggioranza dei moderati fedeli a Cavour.
L’artefice dell’unità italiana, colui che ne aveva tessuto la tela, al punto da essere soprannominato “il ragno”, si spense pochi mesi dopo.
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