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La catena di montaggio

Le fabbriche si rinnovarono non solo per l'utilizzazione delle grandi innovazioni tecnologiche, ma anche perché il sistema produttivo fu riorganizzato in modo da massimizzare la produzione. Il primo a occuparsi di questo tema fu l'ingegnere americano Taylor. Da lui prende il nome il taylorismo, o organizzazione scientifica del lavoro.

Secondo Taylor era necessario scomporre il più possibile il processo di produzione di un determinato oggetto. Ciò permetteva di:
- affidare a ogni operaio una mansione da ripetere in tempi sempre uguali;
- organizzare la fabbrica secondo criteri di efficienza produttiva;
- legare i salari degli operai agli effettivi risultati ottenuti (lavoro a cottimo).
Il costo della manodopera sarebbe diminuito, i salari sarebbero aumentati e la produzione sarebbe cresciuta. La teoria di Taylor venne applicata per la prima volta su vasta scala da Ford nella sua nota fabbrica di automobili. La catena di montaggio ridusse enormemente i tempi di lavoro, ma lo rese spersonalizzato e ripetitivo.

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