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Dichiarazione della Carta dei diritti dei bambini

Il 20 novembre 2014 ricorre il ventiquattresimo anniversario della Giornata Mondiale dell'Infanzia.

Già in passato vi furono molte persone che si mobilitarono, affinché anchei bambini fossero titolari di importanti diritti.
Eglantyne Jebb iniziò il suo operato affinché fossero riconosciuti i diritti del fanciullo. La fondatrice di Save the children cercò in tutti i modi di sensibilizzare sul tema l'opinione pubblica e fece anche delle rivendicazioni ai Governi per ottenere dei risultati. Fu proprio lei a elaborare e a scrivere la prima storica Carta dei diritti dei bambini, la quale sanciva che i fanciulli dovessero essere titolari di importanti e inviolabili diritti fondamentali.
Questa Carta fu adottata in un secondo momento dalla Società delle Nazioni, ispirando la celebre Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del 20 novembre 1989, che oggi è ratificata dalla maggior parte dei Paesi mondiali.

La Società delle Nazioni nel 1924 elaborò la nota Dichiarazione di Ginevra dei diritti del fanciullo.
Questa importante dichiarazione fu redatta subito dopo la fine della Grande Guerra che aveva avuto delle ripercussioni gravi in particolare modo sui bambini. La Dichiarazione fu poi approvata il 20 novembre 1959 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Questo importante testo che riconosce i diritti dei bambini è stato poi revisionato nel 1989. Successivamente si tenne anche la Convenzione Internazionale dei Diritti dell'Infanzia. La Dichiarazione è un testo di carattere non vincolante dal punto di vista giuridico per gli Stati che lo hanno riconosciuto. L'impegno degli Stati che l'hanno riconosciuta si evince soprattutto sul piano morale.

Principi della Dichiarazione dei diritti del fanciullo


I diritti dei fanciulli vengono enunciati nella Dichiarazione sotto forma di principi. Il primo principio afferma che tutti i bambini devono vedere rispettati i loro diritti senza alcuna sorta di distinzione (razza,religione, nazionalità, etc...). I bambini devono essere tutelati, godere di una protezione speciale, avere facilitazione e possibilità, devono crescere in modo sano dal punto di vista fisico, sociale, morale, spirituale, devono godere di ogni forma di libertà e di dignità.
Nel momento della nascita, i fanciulli devono avere il diritto a un nome e alla nazionalità. Il bambino deve vivere in un contesto sociale sicuro, insieme alla madre deve avere adeguate cure mediche; deve avere un'adeguata alimentazione, un alloggio, il diritto a svagarsi.

I bambini che hanno problemi di tipo mentale, fisico e sociale devono ricevere delle cure e un tipo di educazione adeguati. Deve essere amato e protetto dai genitori per lo sviluppo della sua personalità. Nell'infanzia non deve essere separato dalla madre. La società e le Istituzioni devono prendersi cura dei bambini che non hanno una famiglia o che non hanno mezzi di sussistenza. Alle famiglie numerose sarebbe bene dare dei sussidi statali o comunque altri tipi d'aiuto.

I fanciulli hanno diritto ad accedere ad un'istruzione scolastica gratuita e obbligatoria. Ricevere un'adeguata educazione serve soprattutto per lo sviluppo delle loro facoltà e della loro personalità, per cercare di sentirsi parte integrante della comunità e avere un ruolo morale al suo interno. Molto importante è in tal senso il ruolo di coloro che guidano i fanciulli in questo importante percorso. Il ruolo più importante di guida è soprattutto quello dei genitori che devono educare i loro figli.
I bambini devono essere i primi in assoluto a ricevere protezione e soccorso. Inoltre devono essere tutelati da ogni forma di sfruttamento, crudeltà e negligenza. Non deve nemmeno essere sottoposto a tratta. I minori non devono lavorare, in modo tale da proteggere il loro sviluppo fisico, mentale e morale. Infine i fanciulli non devono subire alcuna forma di discriminazione dalla religiosa a quella razziale. Come dice l'ultimo principio "Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri simili."

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