Verso la fine degli anni Settanta e inizio Ottanta molto più complessa risultava la situazione in Cambogia dove tra il 1976 e il 1975 si impone il regime comunista dei khmer rossi, formazione politica guidata da Pol Pot (1925-1998), un cambogiano di buona famiglia, che ha studiato e vissuto a lungo in Francia. Il regime della Cambogia democratica vive una delle più terrificanti esperienze politiche che siano mai state realizzate in un contesto comunista. Coloro i quali vengono identificati come sostenitori del precedente regime sono eliminati senza alcun scrupolo. Inoltre, nei tentativo di realizzare un comunismo rurale assolutamente egualitario, vengono organizzate deportazioni di massa che spostano un gran numero di persone dalle città alle campagne. Il denaro viene abolito, le proprietà terriere collettivizzate, mentre i templi buddisti o le istituzioni culturali che portino con sé tracce del passato vengono distrutti. In tre anni tutto questo terremoto sociale provoca la morte per fame e malattie di curva 1.500.000 di persone su una popolazione totale di 7 milioni di persone. Nel dicembre del 1978 il regime comunista vietnamita sfera un attacco militare contro la Cambogia democratica con l'intento di porla sotto il suo protettorato. Il governo di Pol Pot viene rovesciato e viene insediato un governo comunista filo-vietnamita. Inizia così un altro lungo e tormentato periodo in cui truppe vietnamite e governative si scontrano con le truppe dei khmer rossi che si erano rifugiati nelle aree rurali ai confini con la Thailandia. Nel 1987-88 l'esercito vietnamita abbandona la Cambogia. Grazie ad una mediazione dell'Onu e nel 1993 si tengono le elezioni per un'assemblea costituente che decide di reintrodurre la monarchia costituzionale, la cui corona viene attribuita a Norodom Sihanouk (nato nel 1922), che era già stato sovrano della Cambogia dal 1941 al 1955. La situazione politica resta comunque molto complessa. Nelle elezioni che si erano tenute da allora, considerate dagli osservatori internazionali scarsamente rispettosa delle regole democratiche, si è imposto il nuovo partito comunista cambogiano, di orientamento moderato che nel 1994 ha messo fuori legge i khmer rossi e nel 1998 li ha definitivamente sconfitti. Negli ultimi anni anche la Cambogia ha aperto il suo mercato agli investimenti esteri sebbene le condizioni del paese restino critiche sotto diversi aspetti: una larga parte della popolazione vive in condizioni di assoluta povertà, la mortalità infantile è alta e il tasso di alfabetizzazione è ancora molto basso.

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