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-Il ‘Biennio Rosso’ nell’Europa Centrale-

Gli Stati non vincitori della guerra (Germania e gli Stati nuovi dell’Impero Austro-Ungarico) si trovano in una situazione traumatica, dove crisi interne sono molto frequenti.
Tra il 1918 e il 1919, gruppi socialisti estremisti vogliono realizzare una repubblica sovietica a partire da Berlino, Budapest e Monaco di Baviera.

Nel 1919 il governo in Ungheria, si dimette per protesta visto lo smembramento dell’Ungheria.
Si forma così un governo socialdemocratico, che vuole attuare una rivoluzione ed istituire una repubblica dei soviet, mettendo al governo Béla Kun, il capo del partito comunista ungherese; Kun va al potere e nel marzo 1919 viene proclamata la nascita della Repubblica dei Soviet d’Ungheria, che ebbe però vita breve, visto che ad agosto 1919 viene dichiarata decaduta dopo l’intervento militare da parte dell’esercito cecoslovacco e romeno voluto dalle potenze dell’Intesa.

In Germania nel 1918 una prima rivoluzione ha costretto l’imperatore Guglielmo II alla fuga e alla proclamazione di una Repubblica controllata dal partito socialdemocratico.
Ad inizio 1919 scoppia un nuovo tentativo rivoluzionario guidato da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, che avevano fondato il Partito Comunista Tedesco nel 1918.
La loro idea è quella di costituire una Repubblica dei Soviet come in Russia, ma la rivolta viene soppressa e i due vengono massacrati dalle Freikorps.

Anche a Monaco vi è un tentativo rivoluzionario, anche in questo caso represso dalle Freikorps.

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