In seguito alla guerra civile spagnola Adolf Hitler accelerò bruscamente il riarmo tedesco e nel 1935 reintrodusse la leva obbligatoria, contravvenendo al Trattato di Versailles. Francia, Inghilterra e Italia (che nel ’35 era ancora antinazista) tuttavia non andarono oltre ad un pacato richiamo nei confronti del Fuhrer,invitandolo a osservare il Patto di Locarno del 1924(tale richiamo avvenne durante il convegno di Stresa,1935). Ma il dittatore austriaco pareva non sentirci da quell’orecchio e nel 1936 ordinò al suo esercito l’occupazione della Renania contravvenendo di nuovo al Trattato di Versailles. Anche qui però inglesi e francesi non andarono oltre al richiamo verbale. Il ’36 vide uno stravolgimento a livello diplomatico che fino all’anno precedente era impensabile:Mussolini,che nel 1934-1935(periodo in cui l’Italia era in discreti rapporti con Inglesi e Francesi)aveva riarmato il confine di Stresa quando Hitler aveva tentato di scendere con il suo esercito per occupare l’Austria,assistette all’allontanamento anglo-francese dalla sua politica in seguito alla guerra d’Etiopia. Rimasto isolato,non gli restò che avvicinarsi all’unica potenza europea che ancora gli tendeva una mano,la Germania nazista.

Nel 1936 la firma dei”Protocolli di Berlino”tra i due paesi creò a quello che Mussolini definì”l’Asse Roma - Berlino”, alla quale presto, si aggiunse il Giappone (N.B.: questo patto non aveva valore di alleanza militare). Si creò così”l’Asse Roma-Berlino-Tokyo”. Si crearono così in Europa due blocchi contrapposti, inglesi, francesi e (volendo) russi da una parte, tedeschi e italiani dall’altra. Era tuttavia evidente che Mussolini era in una condizione d’inferiorità di fronte al più potente alleato, il che lo costrinse ad assoggettare la sua politica a quella tedesca (chiari esempi sono stati l’entrata in vigore nel ’38 in Italia delle”leggi razziali”e l’inizio delle persecuzioni ai danni degli Ebrei). Nel 1938 Hitler, forte della non opposizione trovata sul suo cammino nelle svariate contravvenzioni ai trattati da lui perpetrate, decise di rivendicare il territorio dei Sudeti ai danni della Cecoslovacchia. Anche in questo caso il Primo Ministro inglese Chamberlain, al fine di evitare una guerra cui l’Inghilterra era impreparata, mediò tramite il Duce per accontentare Hitler, che così ottenne il territorio desiderato. Ormai certo del suo potere incontrastato il Fuhrer decise l’anno seguente (Marzo 1939) di invadere direttamente la Cecoslovacchia. Un mese dopo Mussolini invase l’Albania. Non pago delle sue”conquiste territoriali”, Hitler iniziò ad avanzare richieste su territori polacchi e in particolare sulla città portuale di Danzica. Ecco allora che dopo essersi assicurato l’aiuto bellico italiano (Patto d’Acciaio, 22 maggio 1939) e la non belligeranza russa (Patto di non Belligeranza, 15 agosto 1939), il capo della Germania invase la polonia, l’1 Settembre del ‘39 (fino a Varsavia perché oltre era territorio destinato ai russi). A questo punto, non potendo più esimersi dalle loro responsabilità, Inghilterra e Francia dichiararono guerra all’Asse e dando inizio a quello che sarebbe divenuto il Secondo Conflitto Mondiale.

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