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Aspettative e le delusioni nella prima guerra mondiale

All’interno della delicata situazione delle trattative di pace, i vari rappresentati dei paesi vincitori, si mossero con abilità e accortezza, al fine di perseguire il maggior numero di interessi del proprio paese:

1.Clemenceau, rappresentante per la Francia, seppe muoversi con discreta autorevolezza, soprattutto nella volontà di demolire la Germania, non tanto dal punto di vista economico e politico, quanto rendendo alla Francia un ruolo di rilievo in ambito europeo.

2.L’Inghilterra, invece, tendeva i suoi interessi a garantire la supremazia del proprio impero e mirava all’eliminazione della flotta tedesca, oltre che l’appropriazione delle colonie tedesche in suolo africano.

3.L’Italia, difesa da Orlando e sostenuta da Sonnino, fece ricorso al Patto di Londra, con cui fra l’altro si era legata all’intesa. Gli alleati, tuttavia, appellandosi al principio di autodeterminazioni dei popoli trovarono il pretesto per respingere le pretese italiane che, nel frattempo aveva chiesto anche la città di Fiume, non prevista nel patto. Perciò Vittorio Orlando, in segno di protesta abbandonò Versailles prima della fine della conferenza lasciando, quindi, che gli altri paesi si spartissero indisturbati le colonie africane. Gli italiani, quindi, defraudati dei loro territori acuirono il loro risentimento nei confronti degli alleati e si diffuse l’idea di una “VITTORIA MUTILATA”.

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