Hitler diventa cancelliere in maniera costituzionalmente corretta, perché il Presidente della Repubblica gli affida il compito di creare il governo, in quanto ha ottenuto la maggioranza in occasione delle elezioni. Come il re Vittorio Emanuele III affidò il governo a Mussolini, così Hindemburg incarica Hitler di capeggiare il nuovo governo.
Quindi formalmente le norme costituzionali sono rispettate. Questo non vuol dire che non fosse stata usata la violenza nelle campagne elettorali; Hitler non prende il potere con un colpo di stato.

Co il nazismo, si crea la necessità di far si che vi sia una svolta che abbatta gli inetti governi democratici (come li definivano i nazisti) facendo uso anche della violenza, ma nel contempo garantisce ai conservatori e ai ceti moderati che verrà ristabilito l’ordine, la tranquillità sociale.

Sul piano economico, da un lato c’è una venatura di demagogia anti capitalistica, ci sono formule anti capitalistiche ad esempio il nome nazional-socialismo (richiama il socialismo quindi perlomeno nel nome una formula anticapitalistica) però dall’altra parte c’è una lotta all’ultimo sangue contro le forme del socialismo cioè Spd e comunisti.

Anche nel piano della politica estera, da un altro c’è l’esaltazione nazionalistica e imperialistica della Germania, dall’altro si insiste sul fatto che questa espansione ha un carattere anti russo quindi anticomunista.

Quindi anche lui sale al potere, giocando su queste ambiguità. Questo non vuol dire che avesse una assenza di ideologia come aveva il fascismo, ma la concezione hitleriana aveva comunque un punto essenziale, cioè l’idea della pura razza ariana che doveva avere il dominio sul mondo. C’era questo connotato ideologico preciso.

Registrati via email