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L’ascesa del Partito nazista

La crisi economica che nell’ottobre del 1929 aveva colpito gli Stati Uniti, ben presto arrivò anche in Europa, colpendo estremamente l’economia tedesca. La Germania si ritrovò improvvisamente e vedere diminuire le produzioni e le esportazioni, ma soprattutto ad avere addirittura 6 milioni di disoccupati!
Sul piano politico questa crisi fece perdere credibilità ai partiti del centro e sempre più persone si avvicinarono ai due estremi: quello destro rappresentato dal partito nazista e quello sinistro rappresentato dal partito comunista.

Alle elezioni anticipate del novembre 1932 la NSDAP ottenne la maggioranza e nel gennaio del 1933 Adolf Hitler venne nominato cancelliere dal presidente della Repubblica Hindenburg.
Ben presto, però, Hitler dimostrò di non volersi accontentare del potere che gli era stato legalmente riconosciuto e il 27 febbraio dello stesso anno incendiò il Reichstag, sede del Parlamento. La colpa dell’accaduto fu subito addossata ai comunisti e ciò permise, con un regolare decreto, di eliminare ogni forma di opposizione politica.

- Alla polizia venne dato il potere di arrestare chiunque e di rinchiudere i possibili oppositori e poco dopo nacquero anche i primi campi di concentramento per gli oppositori politici.

La filosofia del partito nazista era ben chiara: ai singoli venivano negati tutti i diritti, poiché non era il singolo al centro del nuovo regime, ma l’intera comunità popolare. Perfetta espressione di questo regime fu la bandiera descritta da Hitler nel “Mein Kampf”:
- Il rosso a simboleggiare l’idea sociale del movimento;
- Il bianco a simboleggiare l’idea nazionalista;
- La croce uncinata (svastica) a simboleggiare la voglia di combattere per la vittoria dell’uomo ario.

- Il 23 marzo 1933 Hitler riuscì a far votare al parlamento una legge che conferiva nelle mani del governo tutti i poteri: in questo modo venne abolita la separazione dei tre poteri fondamentali.

- Il 14 luglio 1933 il governo emanò una legge che trasformava la Germania in uno stato a partito unico e obbligava tutti gli altri partiti a sciogliersi immediatamente.

Alla morte di Hindenburg, nel 1934, Hitler divenne anche il Presidente del Reich; fece modificare il giuramento a cui erano vincolati i militari, che da quel momento non erano più fedeli alla Germania o alla Costituzione, ma a Hitler stesso.

(Per Hitler l’obiettivo finale era l’egemonia della razza ariana su tutte le altre!)

Politica interna

Secondo Hitler, i compiti supremi dello stato in materia di politica interna erano l’eliminazione del pericolo ebraico-marxista e la difesa della purezza della razza ariana.

- 14 luglio 1933: viene introdotta la sterilizzazione forzata degli alcolisti cronici e di tutti coloro che fossero affetti da malattie ereditarie.
- 15 settembre 1935: con le Leggi di Norimberga vennero vietati i matrimoni misti e proibirono ogni rapporto sessuale tra ebrei e cittadini dello stato di sangue tedesco o affine.

Politica estera

Hitler affermava che il popolo tedesco avrebbe potuto ottenere una millenaria prosperità solo se fosse riuscito a conquistare uno spazio vitale a est; in questo modo si sarebbe creato un vero e proprio impero che avrebbe fornito i mezzi per lo sviluppo del popolo tedesco. Per il Fuhrer lo spazio vitale lo si poteva trovare in Russia, un vastissimo territorio abitato da slavi guidati e manipolati da marxisti ebrei, quindi un popolo nettamente inferiore rispetto a quello tedesco.

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