Argentina - Situazione politica negli anni Trenta e Quaranta

In Argentina negli anni Venti vige un regime rappresentativo, interrotto nel 1930 da un colpo di Stato che instaura una dittatura conservatrice. I governi che si susseguono non sono comunque in grado di arginare adeguatamente la crisi economica che ha colpito l'Argentina mentre continuano a mantenere rapporti di dipendenza diplomatica e, entro certi limiti, anche economica come gli Stati Uniti. Nel 1943 un gruppo di ufficiali ostili all'egemonia statunitense attua un nuovo colpo di Stato, che rovescia il governo in carica. Va al potere un governo presieduto dal generale Pedro Ramírez (1884-1962), ministro del Lavoro e della Previdenza sociale è un colonnello, Juan Domingo Perón (1895-1974), che instaura un sistema di collaborazione diretta e privilegiata con la Confederación generale del trabajo (Confederazione generaledel Lavoro, Cgt), il principale sindacato argentino e avvia una politica sociale innovativa garantendo aumenti salariali agli operai, migliori condizioni di lavoro, istituti di arbitrato per la soluzione dei conflitti sindacali e protezioni adeguate per chi svolge attività sindacale nelle fabbriche, questa azione di governo lo rende subito estremamente popolare tra le masse operaie. Nel 1945 un tentativo di un nuovo colpo di Stato militare, apertamente appoggiato dall'ambasciatore statunitense, scioglie il governo in carica e imprigiona Perón, ma imponenti manifestazioni organizzate dalla Cgte guidate da Eva Duarte (1919-1952), un'attrice radiofonica con la quale Perón si sposerà nel dicembre dello stesso anno, inducono i rivoltosi a liberare Perón e a desistere dal tentativo insurrezionale. Il presidente in carica ovvero Edelmiro Farrell indice allora nuove libere elezioni presidenziali, che si tengono nel 1946 e che vedono il grande successo di Perón. Negli anni successivi egli può continuare con il suo esprimento politico nazional-sociale, basato cioè su una politica di riforme sociali, su un controllo delle opposizioni politiche che a volte va oltre i limiti della legalità e su un forte atteggiamento nazionalista, molto polemico contro le pretese egemoniche degli Stati Uniti.

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