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Apartheid in Sudafrica

regime sudafricano dell’apartheid

In Sudafrica vi era una minoranza di bianchi di origine olandese e inglese ed una maggioranza di neri. I neri non avevano nessun diritto politico e non potevano possedere terre (Land Act, 1913 e 1936) a causa del regime chiamato apartheid.
Nel 1948 la destra razzista vinse le elezioni ed impose una separazione completa delle razze (apartheid): tutti i servizi pubblici, dalle scuole agli ospedali, dagli autobus alle panchine, erano rigorosamente separati e quelli riservati ai bianchi erano di qualità migliore. Solo i bianchi avevano diritto ad accedere a certe professioni, cariche e servizi. Nuove leggi proibirono i matrimoni misti (1949) e ogni razza fu costretta a vivere in propri quartieri (1950).
Per lavorare nei centri urbani i neri dovevano avere un lasciapassare e la sera dovevano tornare nei sobborghi. Furono anche creati territori autonomi (bantustan) per le diverse popolazioni nere: i neri residenti nei bantustan diventavano di fronte alla legge stranieri, il cui ingresso in Sudafrica poteva essere vietato.

L’apartheid in Sudafrica provocò le proteste di una parte dell’opinione pubblica mondiale e in seguito alle polemiche l’Unione Sudafricana uscì dal Commonwealth (l’associazione che riuniva molti Stati un tempo Colonie inglesi), proclamandosi indipendente con il nome di Repubblica Sudafricana (1961). Intanto la politica razzista provocò lo scoppio di rivolte dei neri (Sovveto, 1976, Guguleto, 1977).

Il movimento di liberazione dei neri, l’ANC (African National Congress), venne posto fuori legge nel 1960 e i suoi membri furono perseguitati, incarcerati e spesso uccisi dalla polizia sudafricana.


[img]http://http://www.150681.it/wp-content/uploads/2012/10/Biografia-Vita-e-Storia-di-Nelson-Mandela-Libri.jpeg[/img] Nelson Mandela (primo presidente nero del Sud Africa)

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