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L'anitsemitismo nell'800 e la crisi del positivismo

Affare Dreyfus in Francia: tra il 1870 e il 1914 in Germania e nell'impero Austro ungarico l'antisemitismo era molto diffuso anche se fu la Francia a esemplificare questo nuovo intreccio di politica e antisemitismo. La sconfitta con la prussia e l'industrializzazione avevano provocato molti scontenti che trovarono come capro espiatorio gli ebrei. E. Drumont, direttore de La Libre Parole) alimentò l'antisemitismo pubblicando "La Francia Ebraica" nella quale con molti riferimenti al cristianesimo (tanto da farsi apprezzare anche dai conservatori cattolici), così come Hitler nel Mein Kampf, contrapponeva la razza ariana o indoeuropea (unica a possedere la nozione di giustizia, libertà e bello) a quella semita. Nel 1894 il capitano Alfred Dreyfys fu accusato di avere passato segreti militari ai tedeschi, fu arrestato e condannato. Egli era di origine ebraica e fu la conferma per Drumont di quanto scritto. Nel 1897 quando emersero le prove dell'innocenza dell'ufficiale l'opinione pubblica si spaccò: da una parte molti intellettuali che volevano una Francia fedele agli ideali rivoluzionari (laica, democratica, repubblicana) lottarono per la scarcerazione di Dreyfus (tra i quali Emile Zola che pubblicò un a lettera aperta "J'accuse" nella quale prendeva le difese del capitano innocente e attaccava tutti i vertici dell'esercito che non ammettevano l'errore), dall'altra altri che credevano che la Francia non si sarebbe mai ripresa dalla sconfitta Prussiana se fosse stato messo in discussione il prestigio dell'esercito e della religione. Dreyfus fu poi scarcerato con un provvedimento di grazia del presidente della repubblica.

Antisemitismo in Russia: l'antisemitismo svolse un importante funzione anche in Russia dove gli ebrei erano discriminati e sottoposti a leggi eccezionali repressive. Lo zar rispose a una campagna di atti terroristici (che miravano a spingere i contadini all'azione contro nobili e il monarca) con una strategia astuta: accentuò si le misure poliziesche ma scelse anche di incanalare la rabbia popolare verso altri bersagli, gli ebrei. Sfruttando il tradizionale odio religioso dei russi, la polizia iniziò a organizzare dei Pogrom, cioè massacri di ebrei: dei sobillatori andavano sul luogo dei pogrom e incitavano il popolo a uccidere gli ebrei, colpevoli di tutti i mali del popolo russo, per ordine dello zar. Questa strategia del capro espiatorio fu caratterizzata da elementi tradizionali di antisemitismo come la partecipazione delle folle e l'odio religioso a cui si affiancarono elementi moderni cui la regia delle azioni da parte della polizia di stato. Furono quindi strumentalizzati dalle autorità per i propri fini i pregiudizi antisemiti delle masse.

Crisi positivismo: nella rivolta al positivismo occupa primaria importanza il filosofo F. Nietzsche che espresse le sue idee, spesso semplificate e mal interpretate (es: profeta del nazismo), tramite un linguaggio poetico più che per argomentazioni logiche. Nietzsche rifiuta il principio di superiorità dello stato sul singolo individuo: egli non fu assolutamente antisemita. Egli afferma che è necessario vivere completamente la propria esistenza, irrazionale tramite un ateismo (ne "La gaia scienza") che pone il superuomo, in grado di ribellarsi a qualsiasi autorità, al di sopra di Dio, in lotta con la morale convenzionale, creando nuovi valori in condizione di libertà assoluta, al di la del bene e del male. Il suo pensiero è senza dubbio individualista e aristocratico. Eduard Bernestein riteneva le considerazione di Marx errate: la realtà sociale era più complessa di quella descritta negli schemi scientifici: propone di abbandonare la meta ultima del socialismo per conquistare riforme parziali concrete. Sigmund Freud creò la psicoanalisi contrastando così col positivismo: secondo lui l'identità è suddivisa in es (sede degli impulsi e desideri), io (sede della ragione che limita gli impulsi) e super-io (condizionamenti della società che negano le pulsioni dell'io). Secondo Freud la maggior parte dei desideri erano di natura sessuale e riguardavano anche l'infanzia. esse non andavano represse, poiché si sarebbero esplicitate in traumi e disturbi, ma casomai incanalate in altre attività

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