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ECONOMIA E SOCIETA' DEGLI ANNI TRENTA

In un periodo di distensione politica tra gli Stati e di ripresa economica, dagli Stati Uniti nel 1929 scoppia una grande crisi economica.

GLI USA PRIMA DELLA CRISI


Durante la guerra gli Stati uniti erano diventati il primo Paese produttore e avevano concesso grandi prestiti agli alleati europei, facendo diventare il dollaro la moneta più forte. Si diffuse la produzione in serie e la razionalizzazione del lavoro mentre aumentava anche il settore terziario. Il Partito repubblicano aveva ridotto le imposte dirette aumentando quelle indirette e lasciarono crescere le corporazioni industriali.
Nel settore industriale la produzione era maggiore della richiesta e l'industria rimediava a ciò esportando nei Paesi europei. Inoltre c'era una crisi nel settore agricolo che teneva bassi i redditi dei ceti rurali. La borsa di New York (Wall Street), incoraggiata dai facili guadagni che si potevano ottenere nella speculazione, acquistava e rivendeva azioni.

IL "GRANDE CROLLO" E LE CONSEGUENZE


L'industria americana quindi finanziava la ripresa europea e questa a sua volta alimentava con le sue importazioni lo sviluppo degli Stati Uniti. Questo meccanismo si ruppe nel 1929, quando molti capitali americani furono utilizzati per le operazioni speculative. Le conseguenze colpirono subito l'economia europea e si ripercossero quindi sulla produzione industriale americana. Il valore dei titoli a Wall Street raggiunse i livelli più alti nel settembre 1929. Gli speculatori quindi vendettero tutte le azioni nello stesso periodo per portare a casa il massimo guadagno, facendo crollare immediatamente il valore dei titoli. Chi non vendette le azioni vide il suo capitale scomparire.
La situazione fu aggravata dal fatto che gli Stati Uniti anziché assumersi la responsabilità, cercarono di difendere le loro produzione bloccando le esportazioni e riducendo l'erogazione di crediti all'estero. I Paesi europei dovettero adattarsi riducendo anche le loro importazioni, causando un terribile calo del commercio. Le fabbriche chiudevano perché non avevano più ordini, licenziavano gli operai che, non avendo più soldi, non compravano più e bloccando il mercato.

LA CRISI IN EUROPA


I crolli verificatisi in Austria e Germania allertarono le banche inglesi che avevano investito ingenti capitali in quei Paesi. L'Inghilterra quindi ritirò subito tutti i suoi capitali stranieri e iniziò a convertire le sterline in oro (perché l'oro non perdeva valore). Nel 1931 si esaurirono le riserve auree dell'Inghilterra e dovette essere sospesa la convertibilità della sterlina. La valuta quindi fu svalutata.
I governi europei affrontarono la crisi economica in questo modo:
- con il pareggio di bilancio, cioè diminuendo la spesa pubblica;
- Con l'imposizione di nuove tasse.
La ripresa economica fu solo possibile grazie agli investimenti bellici. Fu quindi grazie al riarmo e alla guerra che l'Europa e il mondo uscirono dalla depressione. In Germania la crisi si fece sentire maggiormente a causa del suo forte legame dei prestiti con gli Stati Uniti. Nel 1930 il governo fu preso da Heinrich Bruning che attuò una rigida politica di sacrifici per sensibilizzare circa l'insostenibilità del peso delle riparazioni da pagare. Infatti, una Conferenza internzionale ne sospese l'obbligo di versamento.
In Inghilterra il ministro laburista Mac Donald tagliò il sussidio ai disoccupati, ponendosi contro le Trade Unions. Quindi si staccò dal partito per formare assieme ai liberali e conservatori un "governo nazionale" nel quale svalutò la sterlina.

ROOSVELT E IL NEW DEAL


Nel 1932 Franklin Delano Roosevelt vinse le elezioni e attuò subito il New Deal ("nuovo corso"), un nuovo stile di governo che prevedeva le seguenti misure:
- Fu ristrutturato il sistema creditizio, che aveva distrutto milioni di capitali;
- Fu svalutato il dollaro, per rendere più competitive le esportazioni;
- Furono concessi prestiti ai cittadini indebitati per estinguere le ipoteche sulle case;
- Agricultural Adjustment Act (Aaa) che limitava la sovrapproduzione del settore agricolo;
- A causa dell'Aaa, aumentò la disoccupazione dei contadini, che vennero reintegrati in una serie di lavori pubblici che quindi fecero aumentare la spesa pubblica;
- National Industrial Ricovery Act (Nira): codici di comportamento nelle imprese per evitare la concorrenza sleale e per tutelare i diritti dei lavoratori;
- Tennessee Valley Autority (Tva), ovvero una diga nel Tennessee che produceva energia a basso costo per gli agricoltori;
- Riforma fiscale e legge sulla sicurezza sociale;
- Roosevelt ebbe un'ampia opposizione, anche da parte della Corte suprema che cercò di bloccare le sue riforme. Infine riuscì ad arrestare la crisi, ma non riuscì a dare slancio all'iniziativa economica privata.

IL NUOVO RUOLO DELLO STATO


Nella crisi del 1929 lo Stato non si limitò ad agire solo a livello doganale, ma adottò misure di controllo sui salari o sulla produzione o come negli Stati Uniti rispose alla domanda interna con l'aumento della spesa pubblica. Si ebbe quindi una trasformazione dal capitalismo liberale al capitalismo diretto. Nel 1936 l'economista inglese John Maynard Keynes fece una raccolta teorica delle trasformazioni economiche (che in gran parte erano già usate da Roosevelt nel New Deal).
Egli sosteneva che i meccanismi del capitalismo non potessero raggiungere da soli l'equilibrio tra domanda e offerta.
Criticò le politiche deflazionistiche che, riducendo il potere d'acquisto dei privati, facevano diminuire anche la domanda e attribuì allo Stato il compito di accrescere il volume della domanda aumentando la spesa pubblica. Era però necessario rinunciare al pareggio di bilancio, infatti, la spesa pubblica poteva essere aumentata con l'aumento della moneta in circolazione creando anche inflazione.

INNOVAZIONI DEGLI ANNI TRENTA


Negli anni Trenta il processo di urbanizzazione aumentò anche a causa della crisi agricola. Si sviluppò quindi il settore edilizio e quello dei trasporti pubblici. Anche in Europa nacque il fenomeno dei consumi di massa su modello statunitense e quindi nacquero le vetture popolari e aumentò la produzione di elettrodomestici. Dopo la guerra, la radio e il cinema diventarono un mezzo di svago e di informazione per tutte le classi sociali. Iniziarono gli studi sulla scissione dell'atomo e sulla bomba nucleare e si sviluppò anche l'aeronautica civile e militare.

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