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Il mondo negli anni del disgelo

Nella Seconda metà degli anni Cinquanta mutano i protagonisti della politica internazionale e si assiste a un lento “disgelo” nei rapporti tra le due superpotenze, che sembra portare alla fine della guerra fredda.
In Unione Sovietica nel 1953 muore Stalin e gli succede Nikita Kruscev. Negli anni che seguono si apre la strada allo svolgimento di incontri tra i capi delle superpotenze in cui fissare principi e forme per la coesistenza del mondo comunista e di quello occidentale. Nel 1955, con la Conferenza di Ginevra, alla quale partecipano i vincitori alla Seconda guerra mondiale, si apre la prima possibilità di dialogo dopo il periodo staliniano. Nel 1956 Kruscev, nel corso del XX congresso del Partito comunista sovietico denuncia i crimini commessi da Stalin. Ha così inizio il processo di “destalinizzazione” (vengono abbandonati i metodi e la politica dell’ex dittatore). Kruscev interviene anche sull’economia per renderla più efficiente.
La marcia verso il disgelo è accelerata dall’elezione del Presidente John Kennedy negli USA nel 1961. Il dialogo tra le due superpotenze è più facile e il nuovo presidente mostra disponibilità a proseguire il cammino nel solco della distensione. Cerca di realizzare una democrazia diffusa e di assicurare i diritti civili a tutti gli Americani.

Il contributo della Chiesa cattolica al dialogo
Negli anni del dopoguerra la Chiesa cattolica è schierata con il blocco occidentale e nel 1948 papa Pio XII scomunica coloro che votano per il Partito comunista o aderiscono ai suoi ideali. Nel 1958 viene eletto come nuovo papa Angelo Roncalli, Giovanni XXIII, uno dei grandi protagonisti della distensione e della speranza. Questo papa assume una posizione equidistante tra i due blocchi e chiama la Chiesa a partecipare al rinnovamento della società e convoca il Concilio Ecumenico Vaticano II che rinnova il modo di proporsi al mondo da parte della Chiesa. Alla sua morte, lo succede, papa Paolo VI conclude i lavori del Concilio e si adopera per la pace e il progresso.

Il mondo sull’orlo della guerra
Nonostante le aperture di Kruscev, l’URSS rimane un regime politico duro e intransigente. Per reprimere le rivolte operaie, Kruscev invia l’Armata Rossa.
Berlino è divisa: Berlino Est e Berlino Ovest. Decine di migliaia di Tedeschi orientali oltrepassano la frontiera che separa le due parti, per andare verso migliori condizioni di vita. Kruscev interpreta questo come una sconfitta e tra il 12 il 13 agosto 1961 fa costruire una fortificazione di cemento armato, il famoso “muro di Berlino”.

Kennedy, invece, deve far fronte alla crisi di Cuba, quando Kruscev cerca di installare testate atomiche nell’isola caraibica governata da Castro. Nel 1963 il Vietnam del Nord, comunista inizia una campagna militare per riunificare il Paese. Il governo del Sud chiede l’aiuto militare statunitense e Kennedy invia le truppe. Il 22 novembre 1963 viene assassinato a Dallas il presidente John Kennedy.

I Non allineati e la Cina
Gli Stati che non si riconoscono nei due blocchi nel 1961 fondano il Movimento dei Non allineati, guidato da Iugoslavia e India. Questo movimento, però, nasce già debole e ricco di contraddizioni. Nel 1962 la Cina abbandona in seguita alla guerra che l’ha contrapposta all’India. Inoltre i Paesi del Terzo Mondo sono economicamente deboli ed è per loro impossibile non avere contatti con uno dei due blocchi. Il movimento è sempre più orientato verso posizioni anti - capitaliste.
La Cina si stacca sempre di più dall’URSS e tra i due Paesi si arriva fino alle soglie di una guerra aperta, anche in seguito alle accuse da parte della Cina contro il governo di Mosca: di tradimento del comunismo e di attuare una politica imperialista.
Mao Zedong nel 1965 lancia la rivoluzione culturale, un progetto di rinnovamento completo della società cinese.

Crisi politiche e sociali in URSS e USA
In URSS Kruscev è accusato di aver fallito su tutti i fronti e viene obbligato a dimettersi da ogni carica. Al suo posto, al Cremlino, la sfarzosa reggia di Mosca sede dei dirigenti comunisti, si insedia una troika, cioè una guida a tre: i nuovi leader sono Kossighin, Podgorni e Breznev. Ben presto si impone Breznev che governerà l’URSS in modo autoritario fino alla sua morte. Lui abbandona il processo di destalinizzazione e il cauto riformismo perseguito da Kruscev ed elimina le piccole libertà concesse negli anni precedenti. Instaura un regime di polizia per censurare e perseguitare le persone di cultura. Nelle relazione con gli altri Paesi, Breznev sostituisce la politica della coesistenza pacifica con quella dell’imperialismo e del riarmo. La politica economica è sempre legata all’industria pesante che presenta una scarsa capacità di ricerca e innovazione.

Negli Stati Uniti, viene eletto presidente Lyndon Johnson, che lancia il progetto di una “grande società” e spinge gli USA a un impegno sempre maggiore nel Vietnam. In questo Paese rimane aperta la questione razziale e si sviluppa il movimento pacifista. Il pastore battista Martin Luther King è a capo del movimento dei diritti civili che si batte per trasformare la società impiegando metodi non violenti.

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