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Il Risorgimento - Anni 50

La figura più rappresentativa di questi anni è Camillo Benso conte di Cavour, nobile piemontese. Di fatto, è Cavour che, attraverso la sua politica estera, porterà all’Unità d’Italia. Cavour era un liberale e sognava una monarchia costituzionale come quella inglese. Dal punto di vista di politica economica invece era un sostenitore della teoria del libero scambio: per far crescere l’economia piemontese era necessario aumentare i commerci. In quegli anni, in Europa, le industrie stavano diventando davvero importanti, mentre l’Italia era un paese essenzialmente agricolo; Cavour sognava una modernizzazione del Piemonte e il passaggio ad un’agricoltura capitalistica rivolta al commercio e alla realizzazione di profitti.
All’inizio degli anni 50, nel parlamento piemontese le figure più importanti erano Cavour (leader centro-destra) e Rattazzi (leader centro-sinistra). Cavour fece in modo che si strinse un accordo fra centro-destra e centro-sinistra, che fu chiamato Connubio e portò Cavour a ricoprire dal 1852 al 1861 la carica di presidente del consiglio.

Con l’accordo non esistono più maggioranza e opposizione (maggioranza à governa; opposizione à critica il governo e propone miglioramenti). Con la sua scelta, Cavour mostra un allontanamento dai suoi sogni giovanili, perché inizialmente il suo modello era quello inglese e lì esisteva il bipartitismo (maggioranza + opposizione).
Progetti più importanti di Cavour:
Ampliamento porto di Genova à favorire il commercio transoceanico.
Potenziamento sistema stradale con la costruzione del traforo del Fréjus à collegamento Italia-Francia
Creazione di una rete telegrafica à favorire la comunicazione
Canalizzazione del vercellese
Politica estera à Cavour non pensava all’unità d’Italia, ma solo a quella del nord
Per realizzare questi progetti, il regno di Sardegna ha dovuto chiedere prestiti alla Francia e all’Inghilterra. Cavour voleva raggiungere i suoi scopi tramite una via diplomatica e non violenta à Diplomatizzazione del Risorgimento.

Tra il 1854 e il 1856 si svolse la Guerra di Crimea tra Russia, Inghilterra e Francia (l’Austria rimase neutrale). I Russi cercavano uno sbocco sul mediterraneo, ma Francesi e Inglesi volevano impedirglielo. Cavour decise di partecipare a questa guerra a fianco delle truppe anglo-francesi e mandò un esercito di 15.000 uomini. Inizialmente, la sua scelta non venne compresa dal popolo, ma quando Inglesi e Francesi vinsero la guerra, Cavour ebbe modo di partecipare al congresso di pace a Parigi nel 1856, dove presentò il problema italiano all’attenzione delle grandi potenze europee e fu chiaro il motivo per cui aveva partecipato alla guerra.

Nel 1858 il mazziniano Felice Orsini, che voleva la Repubblica, organizza a Parigi un attentato a Napoleone III, che però fallisce e Orsini viene condannato. Cavour approfitta dell’evento per far capire ai francesi che il movimento mazziniano non è un pericolo solo per il Regno di Sardegna, ma anche per il resto dell’Europa. Si arrivò dunque a degli accordi segreti , siglati a Plombiers da Cavour e Napoleone III, nel luglio del 1858: essi prevedevano che i Francesi, qualora il Regno di Sardegna fosse stato aggredito dagli austriaci, sarebbero entrati in guerra a fianco dei Piemontesi (contro l’Austria). Se poi l’Italia fosse stata liberata dall’Austria, si sarebbe formato un unico Regno (R. Sardegna + R. piemontese) governato da Vittorio Emanuele II, che però prevedeva anche che parte dell’Italia centrale e le città di Nizza e Savoia venissero governate da un cugino di Napoleone III. I confini dello Stato della Chiesa sarebbero stati mantenuti.

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