Durante gli anni Cinquanta e Sessanta il movimento americano prosegue nelle sue azioni di protesta ma le autorità cominciano a diventare intolleranti. Nel maggio del 1969 all'Università di Berkeley gli studenti protestano contro i piani di espansione edilizia previsti dall'amministrazione; il 15 maggio, il governatore della California, Ronald Reagan (1911-2004), un repubblicano, ex attore di Hollywood, ordina la Guardia Nazionale di occupare il campus, gli studenti pacificamente affrontano le guardie armate in uno dei momenti più tesi e più spettacolari nella storia del movimento. Alla fine l'equilibrio si rompe. Il 4 maggio del 1970 durante una manifestazione alla Kent State University dell'Ohio, la Guardia Nazionale spara sugli studenti che stanno protestando contro l'attacco alla Cambogia ordinato dal presidente Nixon, quattro giovani sono colpiti a morte, altri 11 sono gravemente feriti. Con fare cinico e deciso il presidente Nixon definisce gli studenti dei fannulloni antipatriottici; e in questo caso una buona parte dell'opinione pubblica moderata, stanca delle innovazioni sociali e politiche introdotte dal movimento, sta con il presidente. Intanto l'esempio del movimento americano contagia anche l'Europa dove nella primavera del 1968, prima a Parigi e poi in Italia e altrove, si forma, quasi dal niente, un poderoso movimento giovanile di protesta. L'onda nuova prende il via in Francia dove nel marzo del 1968 gli studenti dell'Università di Nanterre (nei pressi di Parigi) la occupano, chiedendo che sia riconosciuto il diritto a esprimersi in merito al governo dell'Università. Ne seguono scontri con la polizia, che interviene per interrompere l'occupazione. Nelle settimane seguenti la protesta si estende a Parigi dove gli studenti della Sorbona organizzano manifestazioni di solidarietà con i loro colleghi di Nanterre. La polizia attacca brutalmente gli studenti picchiandoli in strada, un fatto che suscita grande emozione e che accende simpatia in una parte almeno dell'opinione pubblica per i giovani manifestanti. A maggio del 1968 la protesta dilaga davvero. Il movimento acquista una connotazione politica perché palesa simpatie per la sinistra estrema e talora per un comunismo utopistico e libertario. A metà di maggio anche un gran numero di operai scende in sciopero (gli scioperanti sono all'incirca 10 milioni) a sostegno del movimento. De Gaulle, il capo del governo francese sembra preso in contropiede, come buona parte della classe politica anche di sinistra. Ma poi sia il Partito Comunista francese sia il maggior sindacato, la Confederation Generale du Travail (Cgt, Confederazione Generale del Lavoro) prendono le distanze dal movimento. La Cgt tratta con gli imprenditori e ottiene significativi aumenti salariali che fanno rientrare la protesta operaia. De Gaulle, che per un momento ha pensato di far intervenire l'esercito, proclama lo scioglimento del Parlamento e la convocazione di nuove elezioni che si tengono il 23 giugno 1968: allora si vede bene quanto il movimento sia stato soprattutto una questione parigina e quanto abbia spaventato l'opinione pubblica più moderata, poiché il partito che sostiene De Gaulle trionfa, aumentando i suoi voti rispetto alle elezioni dell'anno precedente e, soprattutto, moltiplicando i suoi seggi in Parlamento.

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