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Le Alpi furono popolate sin dalla fine dell’ultima glaciazione (avvenuta 15mila anni fa), che permise la nascita di grandi zone vergini.

Nel periodo preistorico furono abitate da villaggi palafitticoli (ossia formati da palafitte). Questo è provato dal ritrovamento dell’uomo di Similaun.

Nell’Età del Ferro fu popolata da varie popolazioni, tra cui Reti, Veneti, Illiri e Celti (che occuparono nella metà del primo millennio buona parte di essa eliminando altre popolazioni come quella dei Liguri). Le popolazioni prima citate erano organizzati in piccoli stati o tribù, scomparsi poi all’arrivo dei Cartaginesi e dei Romani. Durante la Seconda Guerra Punica, infatti, i Celti si allearono con i Romani, mentre i Liguri con i Cartaginesi. La prova dell’attraversamento delle Alpi da parte dei Cartaginesi è dato dal celebre episodio della traversata attraverso il colle del Moncenisio (val di Susa) con gli elefanti. I popoli che rimasero indenni all’attraversamento dei Cartaginesi (ossia che non si sono incontrati né con loro né con i Romani) rimasero lì fino al 15 a.C., prima di essere vinti da Augusto.

Nel Medioevo, le Alpi furono un territorio poco toccato dall’epoca del Feudalesimo, in quanto il territorio era poco producente per un contadino di un cavaliere lavorare per il suo interesse economico. Tuttavia era un territorio strategico dal punto di vista militare. Durante questo periodo, però, è da segnalare la Confederazione dei cantoni svizzeri. Erano dei paesi autonomi presenti nella parte della Alpi Francesi e della zona settentrionale della Val di Susa. Tuttavia questa e altre confederazioni furono poi vinte da Napoleone Bonaparte.

Nella Seconda Guerra Mondiale i territori alpini ottennero l’autonomia che avevano avuto precedentemente a Napoleone.

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