I tedeschi entrarono a Parigi il 14 Giugno. Reynaud si dimise lasciando il posto a Pétain, che firmò la resa della Francia il 22 Giugno, ove nel 1918 fu firmato l’armistizio della Germania sconfitta dalla Francia. I tedeschi imposero di dividere la Franca: la parte settentrionale, con Parigi, sotto un governatore militare tedesco; la parte meridionale, con capitale Vichy, sotto Pétain, in realtà controllata dai tedeschi. Il generale Charles De Gaulle ricostruì un esercito in Inghilterra ed organizzò la resistenza partigiana.
L'Italia voleva conquistare l’Egitto per unificare Libia ed Etiopia, ma l’avanzata fu frenata dagli inglesi, che lanciarono una controffensiva. Erano inferiori di numero, ma ben organizzati infatti distrussero l’armata italiana.
Il conflitto si estende con la battaglia di Inghilterra
Visto che l’Inghilterra non cedeva Hitler ordinò una serie di bombardamenti, non più per distruggere le difese, ma per intimorire i civili. L’aviazione inglese era molto efficiente, perciò nel novembre del 1940 Hitler, considerando anche le perdite, decise di rimandare a tempo indefinito l’invasione dell’Inghilterra. Questa fu la prima sconfitta, dopo la serie di vittorie.

Mussolini voleva dimostrare le capacità italiane, nonostante la sconfitta in Africa. Decise di attaccare la Grecia, che gli consentiva l’accesso ai Balcani. Le truppe italiane, con a capo Badoglio attaccarono nell’ottobre del 1940. I greci erano inferiori di numero, ma conoscevano la zona ed erano favoriti dalla disorganizzazione italiana (errore nella data di inizio operazioni, equipaggiamento non adatto alle condizioni).
Arrivò il fallimento: Presto da attaccanti divennero difensori in una guerra di posizione. Mussolini ordinò una serie di bombardamenti per radere al suolo i centri urbani, ma l’aviazione italiana non era dotata; sul piano marittimo furono attaccati dagli inglesi. A dicembre Badoglio comunicò la situazione a Mussolini, che lo sostituì con il generale Cavallero.

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