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Kossuth, Lajos

Il patriota ungherese Lajos Kossuth (Onok 1802 - Torino 1894), statista liberale e capo effettivo della rivoluzione del 1848 in Ungheria, fu educato nelle tradizioni protestanti e antiasburgiche dell'Ungheria nord-orientale. Entrato alla Dieta nazionale di Presburgo (l'odierna Bratislava) nel 1832, si mise in luce come uno dei capi dell'opposizione liberale contro l'opprimente governo austriaco. Il suo obiettivo era di stabilire uno Stato nazionale ungherese liberale e fondamentalmente indipendente. Brillante oratore e capace giornalista, divenne ben presto l'idolo dei magiari, ma il suo rifiuto di garantire il riconoscimento delle aspirazioni delle altre nazionalità ungheresi lo mise in contrasto con i non magiari.
Membro del primo governo costituzionale (7 aprile - 28 settembre 1848) come ministro delle Finanze, Kossuth assunse presto il pieno controllo della rivoluzione, che inflisse una serie di sconfitte agli austriaci. La dichiarazione d'indipendenza dell'Ungheria da parte di Kossuth fece scattare l'intervento russo, e ciò portò alla sconfitta dell'Ungheria. La stessa sorte toccò alle legioni di volontari polacchi e italiani accorsi a dar man forte agli insorti.
Dopo la fuga dall'Ungheria l'11 agosto 1849, e dopo due anni trascorsi in Turchia, Kossuth viaggiò in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove con uno sforzo ben pubblicizzato cercò, ma con scarso successo, di ottenere l'aiuto occidentale per il movimento d'indipendenza ungherese. Mazziniano, fu in contatto con Giuseppe Garibaldi, che cercò di coinvolgere in un progetto di sbarco sulla costa dalmata di un contingente di volontari. In seguito propose la costituzione di una Confederazione danubiana, ma non trovò adesioni. Quando Ferenc Deák e i capi moderati ungheresi firmarono il Compromesso del 1867 che stabiliva il regime monarchico dualistico austro-ungarico, le speranze di Kossuth svanirono. Continuò a esercitare una grande influenza sulle masse magiare, ma il suo ruolo politico venne progressivamente scemando. Morì in esilio a Torino.

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