1920 - condizione femminile in Russia


Dopo la prima guerra mondiale le norme relative al diritto di famiglia introdotte in Russia vogliono innovare decisamente le pratiche relazionali private ma sono norme che entrano in vigore in un momento di grandissimo sconvolgimento dei nuclei familiari, sia per le numerose morti dei giovani al fronte sia per la guerra civile. Il risultato complessivo è un deragliamento completo nelle strutture di molti nuclei familiari, prodotto dall'effetto della nuova legislazione e della condizione di guerra civile vissuta dal paese tra 1919 e 1921. Di conseguenza ne deriva un sostanziale fallimento del programma di riorganizzazione dei rapporti familiari entro il nuovo Stato rivoluzionario. La notevole crescita dei nuclei familiari incompleti ne è la manifestazione principale che si registra per tutti gli anni Venti: aumentano tanto le vedove quanto le donne ripudiate dei mariti in base alla legislazione sul divorzio. Si parla di donne che spesso sono prive di ogni altro mezzo di sostentamento familiare e anche di risorse proprie, perché dopo il ritorno degli uomini dal fronte il livello di occupazione femminile cade del 16% infatti le donne che erano il 40% degli operai e impiegati nel 1914 sono il 24% nel 1928. Quando sono incinte o hanno figli piccoli le soluzioni che queste donne devono adottare possono essere particolarmente traumatiche: una è l'aborto, l'altro l'abbandono di figli negli orfanotrofi un altro l'abbandono puro e semplice dei figli per strada. Come conseguenza di questo si ebbe il fenomeno generale e il caso drammatico delle bande di bambini vaganti, formati da piccoli ragazzini che sono stati abbandonati o che hanno perso i loro genitori sia perché sono morti sia perché negli spostamenti si sono smarriti. Queste bande si muovono continuamente occupando anche edifici, praticano l'accattonaggio, rubano, uccidono, si prostituiscono. Si stima che nel 1921 questi bambini siano all'incirca 7 milioni. Quanto alle zone mussulmane, le norme che emancipano le donne non sono accolte positivamente specie della componente maschile delle comunità o dalle autorità religiose. Spesso le innovazioni si ritorcono duramente contro le donne soprattutto contro quelle che intendono avvalersi delle nuove norme e che abbandonano il velo o pretendono eguaglianza con gli uomini, infatti non di rado capita che siano aggredite e talora uccise per questo motivo.

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