maryP di maryP
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1800, 1900 - Tra vecchio e nuovo secolo

I rischi di guerra in Europa e il “concerto delle potenze”
Ci furono delle trasformazioni delle relazioni internazionali, non solo legate solo all’affermarsi delle grandi potenze (Stati Uniti e Giappone), ma anche dell’affermarsi della Germania. Dopo la proclamazione del Reich, Bismarck era consapevole che ormai in Europa si era creata una grande rottura. Due erano i rischi di guerra:
1) lo spirito di rivincita della Francia (revanscismo). Infatti la guerra 1870-71 tra Francia e Prussia era stata molto lunga e violenta, e si era conclusa con un trattato di pace non negoziato (non discusso), ma imposto alla Francia. Cosi invece di chiudere il conflitto questo trattato aveva portato un desiderio di rivincita. Fu deciso che il vinto doveva pagare al vincitore una taglia (indennità di guerra) molto alta. Inoltre senza alcuna spiegazione la Germania annetteva la proprio territorio l’Alsazia e la Lorena. All’indomani del trattato di pace di Francoforte (Maggio 1871) si creò una crisi fra i vari stati europei.
2) l’antica rivalità tra Austria e Russia, che avevano gli stessi interessi sui Balcani: una difendeva i cattolici, l’altra i cristiani ortodossi.
Su questi due punti di basava il concerto delle potenze.
La politica diplomatica di Bismarck e il congresso di Berlino
La Germania cercò di farsi garante della pace internazionale, e assunse un ruolo di centro catalizzatore dei rapporti diplomatici: il primo obbiettivo era stringere un’alleanza fra Austria e Russia, e lo raggiunse nell’ottobre 1873, con la costituzione della lega o patto dei tre imperatori: kaiser tedesco, zar russo, imperatore austro-ungarico. Lo scopo era consolidare la pace in Europa. L’Austria era favorevole a questo patto, infatti era disposta a rinunciare l’affronto del 1866, in cambio di un’alleanza capace di tenere testa ai movimenti nazionalisti che sorgevano all’interno del paese. Invece fra Germania e Russia avevano l’interesse comune di sottomettere le popolazioni polacche. Tra il 1875-76 ci furono due grandi rivolte in Bosnia e in Bulgaria e Austria e Russia si resero conto di avere interessi divergenti. Infatti nel 1877 la Russia entrò in guerra a favore del bulgari, contro l’impero ottomano, che fu sconfitto. Nel 1878 durante il congresso di Berlino Bismarck riuscì a far ridimensionare le pretese dello zar russo nei Balcani, e ad impedire l’eccessiva divisione della potenza ottomana. Cosi lo zar dovette rinunciare ai molti vantaggi della vittoria. Fra Russia e impero ottomano vennero creati 3 nuovi stati: Montenegro, Serbia e Romania. L’amministrazione della Bosnia e dell’Erzigovina venne affidata a Vienna.
La triplice alleanza
Nel 1879 la Germania si lega all’Austria con un patto militare. Nel 1881 c’è la ricostruzione della lega dei tre imperatori. La Francia conquistò la Tunisia, e questo peggiorò ancora di più i rapporti tra Francia e Italia, perché anche l’Italia era interessata alla Tunisia. Bismarck cercò di allearsi con l’Italia per isolare la Francia creando un’alleanza difensiva, ma il problema consisteva nei difficili rapporti che c’erano fra Austria e Italia L’Italia dovette rinunciare alle rivendicazioni su Trento e Triste per far parte delle triplice alleanza. Nel 1885 si riaprì la questione balcanica e questo pose fine alla lega dei 3 imperatori. Ma nel 1887 il patto fra Germania e Austria fu bilanciato dal trattato di controassicurazione fra Germania e Russia, (quindi se per esempio l’Austria attaccava la Russia la Germania entrava a favore della Russia e viceversa). I tre trattati costituirono un efficace strumento di pace.
La politica interna in Germania: centralismo e tendenze particolaristiche. In politica interna Bismarck cercò di conciliare gli interessi dei grandi proprietari terrieri con quelli della borghesia industriale, attraverso il protezionismo. C’era il parlamento imperiale, eletto a suffragio universale, nel quale i ministri e il cancellerie dovevano rispondere prima all’imperatore. Sul piano finanziario voleva l’unificazione monetaria, ossia una moneta comune che solo una banca nazionale poteva battere. Il cancelliere cercò di combattere i cattolici, iniziando cosi una battaglia per la civiltà, e impose alla chiesa un controllo statale. Solo nel 1875 cercò di farsi alleato il partito cattolico contro le forze socialiste. Cercò di avere il sostegno delle masse popolari. Nel 1888 salì al trono l’imperatore Guglielmo II che aveva idee diverse da quelle del cancelliere: credeva infatti che lo sviluppo industriale doveva essere supportato da conquiste delle colonie e dall’industria bellica, invece il cancelliere puntava a una politica d’equilibrio. Bismarck si dimise nel 1890, lasciando spazio alla nuova politica dell’imperatore. L’Europa divisa in due blocchi
Con la fine della politica di Bismarck cessò l’equilibrio fra le nazioni. Ci fu un avvicinamento tra Francia e Inghilterra e tra Francia e Russia. L’Europa si divise in due blocchi:
- triplice alleanza: Germania, Austria e Italia.
- Francia Inghilterra e Russia.
Se un paese ne avesse attaccato un altro sarebbe scattato un sistema di alleanze e tutta l’Europa sarebbe scesa in guerra. Ad esempio le due crisi marocchine.

L’Europa tra democrazia e autoritarismo
L’impero asburgico e il problema della nazionalità.
Nella politica interna delle grandi potenze c’era una tendenza comune: il tentativo di gruppi sociali dominanti di imporre soluzioni politiche autoritarie per ridimensionare l’azione dei sindacati e dei partiti di opposizione, e di tenere sotto controllo quegli stati che volevano raggiungere l’autonomia politica. Nell’impero asburgico si accesero attriti tra le varie nazionalità sotto il dominio austro-ungarico. Cechi e slovacchi non erano rappresentati a sufficienza nel parlamento, dove c’era la maggioranza dei tedeschi. Con l’annessione della Bosnia e dell’Erzegovina il numero degli slavi aumentò. Per risolvere questo problema pensarono a due soluzioni:

- associare sloveni e croati alla direzione dell’impero
- liquidare militarmente la Serbia, che era vista come modello di stato indipendente: fu scelta questa soluzione.
La Russia tra autoritarismo e progresso economico
La politica reazionaria dello zar Alessandro III verteva sulla repressione degli anarchici. Voleva soffocare ogni aspirazione di separatismo nazionale. Impose la lingua e la religione ortodossa agli stati dominati, e diede inizio alla persecuzione degli ebrei. Sotto Alessandro III e Nicola II si avviò l’industrializzazione. Fu creato un sistema bancario e cominciò la costruzione di un’importante rete ferroviaria. La Francia della terza repubblica. In Francia fu proclamata la terza repubblica. Ci fu la minaccia di un colpo di stato 1877 da parte di Mac Mahon, che fu costretto alle dimissioni. Dal 1879 al -99 al governo ci furono i repubblicani moderati con una politica di liberalizzazione, ma rimase aperto il conflitto fra repubblicani e monarchici.

Un caso emblematico, l’affaire Dreyfus
Alfred Dreyfus era un capitano ebreo, che era stato condannato ai lavori forzati per l’accusa di spionaggio a favore della Germania. Con la sua condanna il casa sembrava essere chiuso, ma si riaprì due anni dopo quando il nuovo colonnello George Picquart, convinto della sua innocenza, individuò il vero colpevole. Il colonnello fu rimosso dal suo ufficio, ma avvertì dell’avvenimento il vicepresidente del senato, e nello stesso momento uno scrittore ebreo inizio una campagna di stampa insieme alla famiglia di Dreyfus. Così fu arrestato Picquart, Zola (lo scrittore) fu processato con l’accusa di vilipendio delle forze armate, e sui giornali fu fatta una campagna contro ebrei, democratici e liberali.

I due volti della Francia: la destra nazionalistica e la sinistra repubblicana.
L’affaire Dreyfus sottolinea l’antagonismo fra destra nazionalistica e sinistra repubblicana. I nazionalisti si avvalsero dell’odio antisemita per difendere il prestigio dell’esercito screditando l’immagine del governo repubblicano. La sinistra invece cercò di rilanciare gli ideali liberali e democratici. L’esercito era visto come il secondo pilastro dell’ordine e dei valori aristocratici: onore, gerarchia, coraggio e tradizione, contrapposti al denaro. L’esercito era affiancato dai cattolici. Un’altra parte della Francia era costituita dagli intellettuali che avevano valori universali di civiltà. L’ultima parte era costituita dalla folla, che aveva un volto reazionario, e si poneva al servizio dei principi razzisti. Infatti gli ebrei venivano percossi per strada, e comparvero squadre antisemite tollerate dalla polizia.
L’Inghilterra: i liberali al potere
La regina Vittoria era affiancate da due leader politici
- il liberale Gladstone, pacifista e democratico
- il conservatore Distraeli, a favore di una politica di espansione coloniale.
Venne attuato un vasto programma di riforme politiche e sociali, come allargamento del suffragio. In campo politico l’inasprimento dei conflitti sociali, alimentati dalla disoccupazione e dai salari bassi culminò nella fondazione del labour party. Nel 1906 i liberali conquistarono la maggioranza parlamentare dando vita a un vasto programma di riforme sociali.

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