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Vocazione di San Matteo scaricato 86 volte

Vocazione di San Matteo - Caravaggio

analisi de La vocazione di San Matteo di Caravaggio

Opera a sfondo religioso, in cui Gesù, secondo la tradizione evangelica sceglie il gabelliere Matteo quale suo Apostolo. La scena è ambientata in un locale oscuro; all’estrema destra della tela vi sono Cristo, che tende risolutamente il braccio destro in direzione del futuro Apostolo e San Pietro, ritratto quasi di spalle, che lo accompagna. Matteo, seduto al tavolo insieme a quattro compari, è colto nel momento in cui, stupito dall’inaspettato invito, reagisce con un gesto molto naturale, accennando interrogativamente a se stesso con l’indice della mano sinistra, come per sincerarsi che il Signore stesse rivolgendosi proprio a lui. Dei cinque personaggi solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono della presenza di Cristo, con il quale incrociano un complesso gioco di sguardi. Il vecchio con gli occhiali e il paggio sono invece intenti a contare i denari. La chiamata di Dio è sempre rivolta a tutti gli uomini, ma ciascuno è libero, secondo la propria coscienza, di aderirvi o di respingerla decidendo quindi anche della propria salvezza o della propria dannazione. Simbolica è anche la luce, proveniente da destra, che sembra irradiarsi dalle spalle di Cristo che con il suo braccio teso la proietta simbolicamente sugli altri cinque personaggi che a loro volta ne risultano rischiarati e quasi accesi. Si tratta dunque di una luce spirituale, la luce della grazia divina. Il dipinto è molto preciso, Caravaggio non tralascia nessun particolare, anzi va a cercare anche i più piccoli, come si nota dall’accuratezza con cui dipinge le vesti dei personaggi. Un particolare lo si può notare anche guardando il vetro della finestra che presenta delle diagonali. Utilizza linee miste, dritte per ciò che concerne le figure geometriche, vedi ad esempio la finestra, il tavolo intorno a cui sono riuniti i personaggi e lo sgabello su cui poggia uno di questi; curve per la realizzazione dei personaggi si noti ad esempio Pietro leggeremente inclinato. Il dipinto è fluido, la pittura è uniforme. Caravaggio utilizza in particolar modo colori caldi, come si può notare per le vesti degli uomini seduti al tavolo, ma anche per la tunica di Cristo. Colore caldo è dato anche dalla luce che illumina la stanza. La luce proviene dalla parte destra, e grazie ad essa le figure assumono volume e risalto, staccandosi dalla tetra penombra del locale e modellandosi in tutti i particolari. La luce è sia reale che ideale, e mette impietosamente in evidenza la povertà e lo squallore del locale. Caravaggio inquadra la scena alla perfezione, i personaggi hanno proporzioni giuste, bilanciate. Caravaggio fa trasparire il suo realismo non solo nella definizione dei caratteri dei personaggi ma anche nei loro abiti, trattati con meticolosa verosimiglianza (abiti del suo tempo, non del tempo a cui è rierita l’opera). Nel complesso la rappresentazione non rappresenta alcun riferimento sacro essa infatti ha più le caratteristiche di una scena di genere, difatti si pensa che l’aureola sopra la testa di Cristo sia stata dipinta successivamente.

Autore: Caravaggio.

Titolo: Vocazione di San Matteo.
Data: 1599 - 1600.
Collocazione: Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Cappella Contarelli.
Tecnica e materiali: Olio su tela.
Dimensioni: 322 x 340 cm.
Committenza: Commissionatagli per la Cappella Contarelli.

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