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Veronese

La formazione si svolge a Verona e si basa sulle opere di Giulio Romano (dal quale prende la potenza e la monumentalità) e del Correggio (le caratteristiche della composizione e lo scorcio). Si trasferisce a Venezia dove fa sua la tradizione del colore. Nelle sue opere fa accostamenti di colori complementari che danno più luminosità (saranno poi ripresi dagli impressionisti), non c'è studio del chiaroscuro. Giunone che riversa su Venezia i suoi doni e Trionfo di Mardocheo. Alessandro e la famiglia di Dario: i dipinti sono pieni di personaggi stagliati sullo sfondo dove è raffigurato un enorme edificio. Convito in casa Levi: il tema iconografico dovrebbe essere l'ultima cena, ma lui la rende al quanto innovativa ambientandola in un imponente struttura architettonica rinascimentale e riempiendo la scena di personaggi sacri e profani, mentre la scena principale si svolge isolata al centro, l'occhio dell'osservatore viene attratto principalmente dall'enorme porticato, tinte pure e colore intenso.

Villa Barbaro: commissionata dalla famiglia Barbaro al Palladio (per la costruzione) e al Veronese (per la decorazione degli interni), la villa si trova a Maser in provincia di Treviso. E' costruita su un unico piano, con il corpo centrale più elevato, coronato di timpano e con colonne a ordine gigante e affiancato da due bracci laterali. Era la residenza, ma anche un'azienda agricola. L'interno è completamente affrescato: illusionismo architettonico, come Mantegna, tra le strutture reali e le architetture dipinte, che si aprono su paesaggi oppure sono raffigurate nicchie, balconi, lunette di personaggi mitologici e ritratti di membri della famiglia. Elementi religiosi, mitologici e astrologici si fondono e danno un senso di armonia e proporzione, che vuol essere una metafora della prosperità e fertilità della famiglia. Protagonista della decorazione è il colore, luminoso e con tonalità chiare.

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