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IL VEDUTISMO

Il 1700 è un secolo in cui gli intellettuali, i letterati e gli artisti compiono grandi e lunghi viaggi in giro per l’Europa, incuranti della pesantezza del viaggio, per aumentare le loro conoscenze intellettuali ed artistiche: è questo il fenomeno del grand-tour, che spinge gli italiani a andare in altre Nazioni e viceversa. Gli stranieri in Italia visitano soprattutto Napoli, Roma, Venezia, Firenze e la Sicilia e vogliono comprare degli oggetti che ricordino il viaggio: unica possibilità erano i quadri che rappresentavano dei bei scorci della città che avrebbero poi fatto vedere ed alcuni pittori, consapevoli delle possibilità economiche di tale business, si perfezionano nel realizzare vedute. Il vedutismo è un genere pittorico che rappresenta elementi architettonici famosi: un genere nuovo come la natura morta del 1600 che viene anche in questo caso dall’Olanda.

Il genere fu molto in voga con la sua riproduzione fedele della realtà, però in seguito si trasformò in un altro genere, il capriccio, che prevedeva una rappresentazione frutto della fantasia dell’artista, con l’inserzione di elementi architettonici che non esistono nel luogo raffigurato. A Venezia, città cosmopolita e crocevia tra Oriente ed Occidente, ci furono molti vedutisti come Francesco Guardi, il Canaletto, che per aiutarsi nel dipingere utilizzava la camera ottica, un antenato della macchina fotografica a forma di scatola che per mezzo di alcune lenti e di un obbiettivo che riproduceva oggettivamente la veduta permetteva a Can di prendere appunti, schizzi per poi dipingere e Bellotto che erano allo stesso tempo anche esponenti del capriccio.

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