Ominide 62 punti

Il Teatro alla Scala

Il Teatro alla Scala di Milano deve il nome a Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti, signore di Milano, che fa edificare nel 1381 la chiesa Santa Maria della Scala. Questa chiesa, divenuta Cappella Imperiale e Reale della Casa d’Austria, è soppressa nel 1776 ed al suo posto edificato il Teatro. Il Nuovo Regio Ducale Teatro viene poi inaugurato il 3 agosto 1778 con l’opera L’Europa Riconosciuta di Antonio Salieri.
Quello alla Scala è uno dei teatri più famosi al mondo ed è conosciuto per essere il tempio della lirica. Nel 1816, infatti, Stendhal definisce la Scala come il primo teatro del mondo, perché è quello che dà il massimo godimento musicale.
Il Piermarini, l’architetto incaricato del progetto, opta per una sala all’italiana, racchiusa in un edificio dalle rigorose linee neoclassiche.

La facciata si apre su una strada (la corsia Del Giardino, oggi via Manzoni) e per questo il portico centrale viene realizzato sporgente, quasi un invito al passaggio ed alla fermata delle carrozze.
L’architetto rinuncia al lusso ed alla decorazione superflua, privilegia soluzioni sobrie ed armoniche rispetto a ricerche di monumentalità; utilizza la pietra chiara di Viggiù per tutti gli elementi architettonici della facciata, impreziosendo soltanto il timpano con un bassorilievo raffigurante il Carro d’Apollo, protettore delle Muse, trainato da quattro cavalli.
Il valore del teatro si evidenzia all’interno: la platea, a forma di ferro di cavallo, pavimentata, ora, con legno a vista disposto secondo strati speciali in modo da migliorare l’acustica, ospita 678 posti a sedere.
Circondano la platea, in passato riservata alle classi meno abbienti e con un numero limitato di sedie fisse per lasciare spazio per i balli di carnevale, quattro ordini di palchi e due gallerie.
I palchi di color avorio con decorazioni in oro, separati da colonne arretrate per permettere una migliore visione, sono rivestiti di damasco rosso ad eccezione di uno che presenta le decorazioni e gli arredi precedenti al bombardamento del 1943.
Di fronte al palcoscenico vi è il Palco Reale.Nel corso del tempo vengono realizzate migliorie: nell’800 viene innalzata la torre scenica e costruita la piazza prospiciente; agli inizi del ‘900 vengono effettuati interventi sostanziali su palchi, ridotto e macchina scenica ed alla fine degli anni Novanta si procede alla pulitura della facciata, operazione che riporta alla luce la composizione neoclassica ed i suoi asciutti apparati decorativi.
Al termine della stagione 2001 l'edificio del Piermarini viene chiuso per tre anni di restauro durante i quali gli spettacoli si tengono al nuovo Teatro degli Arcimboldi, edificato nell'area industriale dismessa della Pirelli-Bicocca.
La ristrutturazione è finalizzata all’esterno operando sui volumi, arretrati rispetto al fronte stradale (la nuova torre scenica), rivestendo la facciata in botticino, pietra chiara esaltata nella sua severità ed asciuttezza dalle luci incassate e all’interno riscoprendo gli ambienti originali: nei palchi viene riportato il pavimento in cotto, nei corridoi il seminato alla veneziana ed alle pareti il marmorino giallo, vengono riportate a nuova vita le decorazioni ottocentesche e le ricche specchiere
Il 7 dicembre 2004 viene inaugurato il teatro restaurato con L’Europa riconosciuta di Salieri.

Registrati via email